5 x 1000
HomePedofiliaBanda di pedofili dai 23 ai 60 anni su Kik: denunce e...

Banda di pedofili dai 23 ai 60 anni su Kik: denunce e arresti per 16 italiani

Banda di pedofili si scambiava foto e video di minori sulla chat di messaggistica del social Kik. Una “rete” sgominata dalla Polizia Postale che coinvolgeva 16 persone: il più “anziano” del gruppo ha oltre 60 anni, il più giovane 23. Si tratta di impiegati, camerieri, operai. Sequestrati migliaia di file. E’ scattata l’operazione denominata “Cassandra” […]

Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!

Clicca qui e iscriviti subito

Gratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!

Fratello e sorella hacker arrestati, hanno spiato per anni migliaia di personalità
Banda di pedofili si scambiava foto e video di minori sulla chat di messaggistica del social Kik. Una “rete” sgominata dalla Polizia Postale che coinvolgeva 16 persone: il più “anziano” del gruppo ha oltre 60 anni, il più giovane 23. Si tratta di impiegati, camerieri, operai. Sequestrati migliaia di file.

E’ scattata l’operazione denominata “Cassandra” con la quale la Polizia Postale di Venezia ha intercettato e fermato una rete di pedofili italiani che su una nota piattaforma di messaggistica scambiava materiale prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori.
Sono state denunciate 16 persone, 4 arrestate per divulgazione, cessione e detenzione di ingente quantità di immagini video e foto pedopornografiche.

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.

Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274

Scopri come fare

Un’operazione vasta e complessa quella della Polizia Postale veneziana, coordinata dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia, nell’ambito del contrasto alla pedopornografia online che ha portato all’esecuzione di 16 decreti di perquisizione, arresti e alla denuncia di altrettanti soggetti, di cui alcuni con precedenti specifici, responsabili di divulgazione, cessione e detenzione di ingente quantità di immagini video e foto pedopornografiche.

L’attività di indagine particolarmente complessa ha visto impegnate le unità specializzate della Polizia Postale di Venezia e si è sviluppata con la meticolosa analisi dei dati informatici e delle chat di messaggistica del social Kik. Il tutto ha portato alla profilazione e alla identificazione di 16 utenti italiani che scambiavano materiale pedopornografico all’interno della piattaforma.

La Polizia Postale ha isolato la posizione dei singoli nickname recuperando per ognuno di loro il materiale condiviso ed estrapolando le connessioni IP utili al prosieguo delle indagini. A quel punto una lunga e capillare attività di indagine fatta di ricerche Osint (Open Source INTelligence) ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in rete dai pedofili, portandoli allo scoperto e fuori dall’anonimato della rete.

Diversamente dal più noto WhatsApp, dove l’utente è immediatamente identificabile a mezzo l’utenza cellulare, va ricordato che Kik permette l’accessibilità dal proprio smartphone, con un mero account.

5 x 1000

LA RETE DI PEDOFILI
Il più “anziano” del gruppo ha oltre 60 anni, il più giovane 23. Si tratta di impiegati, camerieri, operai. Sequestrati migliaia di file.
Sono stati sequestrati decine di telefonini e computer, dalla cui perquisizione informatica sono emersi importanti riscontri, sia in ordine al possesso ed allo scambio di materiale pedopornografico, sia in ordine all’appartenenza ai vari gruppi sui social utilizzati per la cessione del predetto materiale.

Le attività di perquisizione, anche informatica, effettuate dal personale della Specialità e coordinate dal Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno fornito riscontri ampiamente positivi, consentendo di appurare il coinvolgimento dei soggetti individuati nel corso delle indagini.

GLI ARRESTI
Nell’ambito dell’operazione, sono stati arrestati un sessantenne di Mantova, un trentenne di Brescia, un quarantenne di Modena e un cinquantenne trentino per la detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico.
In sede di perquisizione sono stati riscontrati canali Telegram già noti per lo scambio di materiale pedopornografico e connessi anche a casi di Revenge-Porn per cui sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi.

Al termine delle attività è stato posto sotto sequestro, a disposizione dell’Autorità giudiziaria procedente, un cospicuo numero di dispositivi informatici utilizzati dai soggetti per l’archiviazione e la veicolazione dei file immagine e video di natura pedopornografica unitamente a numerosi spazi cloud.

Quella di oggi è l’ennesima attività portata a termine dalla Polizia Postale che, va ricordato, effettua il monitoraggio H24 l’intera rete internet a salvaguardia dei minori e di tutte le fasce deboli.

Per contrastare il fenomeno si ricorda l’importanza per tutti gli utenti di segnalare eventuali contenuti illeciti rinvenuti sul web rivolgendosi al Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, sia mediante il sito del Commissariato online sia attraverso le diverse Sezioni e Compartimenti di Polizia Postale presenti su tutto il territorio nazionale.

redazione mestre
redazione mestre
Le notizie dalla "terraferma". redazione@lavocedivenezia.it
LEGGI TUTTO
RIPRODUZIONE VIETATA
sono vietate anche le riproduzioni parziali di titoli, testi, foto, attraverso sistemi automatici (cd aggregatori)

Notizia interessante? Scrivi cosa ne pensi tu...

Scrivi qui la tua opinione
Il tuo nome o uno pseudonimo

Persa qualche notizia? Le ultime:

La Voce di Venezia radio

Se non è partita la musica clicca play sul triangolino in basso
In onda ora
ON AIR NOW
vai alla HOME PAGE