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Coronavirus, rallentano contagi, salgono ricoveri. Pronti test rapidi

Coronavirus, rallentano i contagi anche se tornano a salire i ricoveri. La novità più importante della giornata sono però i cosiddetti test rapidi che verranno subito messi in opera per chi rientra dall’estero. I nuovi test rapidi servono per diagnosticare il virus in modo da avere subito controlli più efficaci da effettuare in aeroporti, porti […]

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Coronavirus, rallentano i contagi anche se tornano a salire i ricoveri. La novità più importante della giornata sono però i cosiddetti test rapidi che verranno subito messi in opera per chi rientra dall’estero.

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I nuovi test rapidi servono per diagnosticare il virus in modo da avere subito controlli più efficaci da effettuare in aeroporti, porti e valichi di frontiera per tutti coloro che entrano in Italia.

Il ministero della Salute si muove per arginare i casi di positivi di rientro dalle vacanze – un centinaio nell’ultima settimana soprattutto tra i giovanissimi – in modo che non siano quelli a far esplodere nuovamente la curva dei contagi e compromettano la ripartenza a settembre, a partire dalla riapertura delle scuole.

I test sono in corso di validazione e, se supereranno le verifiche del Comitato tecnico scientifico, potrebbero finire in un provvedimento per ampliare le verifiche.

La frenata nei numeri odierni – con 259 casi in 24 ore a fronte dei 463 di domenica – non deve ingannare: sono stati fatti pochi tamponi, solo 26mila, come accade ogni fine settimana, e sono in risalita tutti gli altri dati: i positivi (+105), i ricoveri (+16) le terapie intensive (+1) e le persone in isolamento domiciliare (+88).

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Anche le vittime sono in leggero aumento: dalle 2 di domenica, minimo storico da febbraio, alle 4 registrate nelle ultime 24 ore.

Non solo. Il bollettino dell’Istituto superiore di sanità relativo agli ultimi 30 giorni fotografa un abbassamento dell’età media dei contagiati a 38 anni, con la fascia d’età 0-19 al 13,2% del totale e quella 19-50 che rappresenta il 55,2%: il 22 giugno, nel bollettino precedente, la fascia 0-19 era al 2,3% e quella 19-50 al 28,7%; la prima è più che quintuplicata, la seconda è quasi raddoppiata.

Sono dunque i giovani a preoccupare di più, tra movida e vacanze senza alcuna precauzione tanto che sui social è partita una campagna di artisti del mondo della musica, del cinema e dello spettacolo con l’hashtag #iorispettoleregole proprio per spiegare ai ragazzi che servono comportamenti responsabili.

“Grazie, avanti con giudizio” commenta Roberto Speranza. La preoccupazione del ministro e del governo trova conferma nelle segnalazioni che arrivano dalle Asl di tutta Italia: 5 ragazzi salentini positivi di ritorno dalla Grecia, un ragazzo calabrese che ha preso il virus in Croazia, 4 giovani laziali con Covid rientrati da Ibiza e Malta (dopo gli 8 di domenica sempre di ritorno da La Valletta), 5 positivi a Carloforte, e 45 persone in quarantena, dopo i 3 ragazzi contagiati in discoteca.

Numeri che hanno spinto il sindaco dell’isola nel sud ovest della Sardegna, dopo la chiusura dei locali, a dare un’ulteriore stretta alla movida: stop a tutte le attività di vendita di bevande dalla mezzanotte.

Più controlli arriveranno anche sulla riviera romagnola e più su, fino alle spiagge venete: sabato al ‘Muretto’, la storica discoteca di Jesolo, c’erano 1.800 giovani assembrati, tanto che è partita la segnalazione dei carabinieri alla prefettura.

E a spingere per una maggiore vigilanza sono anche le Regioni. Il Piemonte, col presidente della Commissione Sanità Alessandro Stecco, chiede che vengano fatti “pagare i danni a chi favorisce il contagio” e invoca controlli alle frontiere “perché non si può lasciare alla buona o alla cattiva volontà del singolo evitare o meno comportamenti a rischio”.

Di “stretta rigorosa indispensabile su controlli e test sierologici” parla anche Vincenzo De Luca, sostenendo che l’80% dei nuovi contagi in Campania derivi da “contatti provenienti o rientranti dall’estero”. Altrimenti, dice, “diventerà inevitabile la chiusura delle frontiere”.

Chi si sta portando avanti, è il Lazio: la Regione sta predisponendo la possibilità di sottoporre a test chi rientra dalle vacanze in aree ad alta incidenza di contagi per Covid in attesa che il provvedimento, come auspicato dal presidente e segretario del Pd Nicola Zingaretti, sia esteso a tutta Italia. E i test dovrebbero interessare non solo gli aeroporti ma anche le stazioni dell’alta velocità.

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