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Arrestato spacciatore interprovinciale: la rete della droga finiva nelle piazze mestrine e trevigiane

Arrestato spacciatore interprovinciale che riforniva numerosi clienti e pusher. Era il gestore di una piccola ma florida rete di spaccio, con centinaia di dosi che sarebbero state immesse e vendute sulle piazze trevigiane e mestrine. L’indagine antidroga ha permesso di individuare il “rifornitore” e i suoi numerosi clienti. L’attività antidroga dei carabinieri della Compagnia di […]

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Venezia, servizio straordinario di controllo antidroga nei bar di via Garibaldi. Individuate una decina di persone
Arrestato spacciatore interprovinciale che riforniva numerosi clienti e pusher. Era il gestore di una piccola ma florida rete di spaccio, con centinaia di dosi che sarebbero state immesse e vendute sulle piazze trevigiane e mestrine. L’indagine antidroga ha permesso di individuare il “rifornitore” e i suoi numerosi clienti.

L’attività antidroga dei carabinieri della Compagnia di Mestre, in questo caso nell’estensione della Stazione di Marcon, non subisce battute d’arresto nemmeno con l’emergenza sanitaria in corso, tant’è che ai servizi mirati al contrasto dello spaccio (sia nel quartiere Piave sia nei parchi cittadini e della “terraferma”) si affianca la quotidiana opera investigativa sottotraccia, tesa ad esplorare le dinamiche di approvvigionamento e smistamento dello stupefacente.

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Scopri come fare

Gli dei militari accertamenti partono, oltre che dal sequestro dello stupefacente, caso per caso, dall’acquisizione informativa che avviene sulla base di interventi diretti, o quando i carabinieri apprendono notizie confidenziali.

Questa volta l’innesco è una indagine che inizia nel 2018, per poi concentrarsi nel 2019 attorno ad un soggetto straniero che ha base operativa a Mogliano Veneto, cioè in provincia di Treviso, ma a pochi minuti da Mestre.

Ai primi riscontri sul campo sono seguiti una serie di approfondimenti investigativi che hanno portato i carabinieri a focalizzare le attenzioni su un soggetto albanese già noto alle forze dell’ordine proprio per attività connesse allo spaccio, che si rapportava con altri stranieri, in particolare un marocchino e molti tossicodipendenti.

I militari hanno così documentato cessioni periodiche di droga da parte dell’uomo, soprattutto nei fine settimana, oppure con frequenze cadenzate mensilmente o settimanalmente, nei confronti di almeno 17 persone, i cui spostamenti sono stati ricostruiti.

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Il passaggio ripetuto e quasi abitudinario delle dosi di cocaina, tutte termosaldate con la medesima modalità, avveniva in luoghi pubblici, ma comunque nei pressi della residenza del presunto spacciatore.

I contatti erano fulminei, nella maggior parte dei casi, dalla telefonata di richiesta alla cessione della dose, anche per nuovi “clienti”, passavano solo pochi minuti.

Grazie a tali riscontri e a molti altri (le testimonianze rese a verbale superano la cinquantina) i militari riuscivano ad acquisire gravi elementi di colpevolezza nei confronti di Erjon Dyfekaj, 33 anni, riuscendo a dimostrare che era proprio lui il gestore di una piccola ma florida rete di spaccio, con centinaia di dosi che sarebbero state immesse e vendute sulle piazze trevigiane e mestrine.

LA DROGA IN CASA
Le risultanze dell’indagine dei carabinieri diretti alla Procura della Repubblica di Treviso e condivise dal Gip hanno portato all’emissione, nei confronti dello straniero, di un’ordinanza di applicazione della misura di Custodia Cautelare con arresti domiciliari eseguita ieri dai carabinieri della Stazione di Marcon.

I militari hanno anche perquisito l’abitazione del marocchino e segnalato una ragazza alla Prefettura quale tossicodipendente.

L’albanese invece deteneva Cocaina, Marijuana Ecstasy e sostanza da taglio, insieme a sacchetti e bilancini per pesare le dosi, tutto sequestrato, grazie all’opera certosina delle due unità cinofile del Nucleo CC di Torreglia (Pd).

redazione mestre
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