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La prima vittima di Coronavirus a Padova, non c’è stato neanche tempo di trasferirlo

Due mesi dopo il primo caso registrato a Wuhan, il coronavirus esplode anche in Italia: 17 sono i contagiati individuati al momento tra Lombardia (15) e Veneto in meno di 24 ore, ma centinaia di persone che hanno avuto contatti diretti con loro sono in attesa di conoscere i risultati dei test e più di […]

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Due mesi dopo il primo caso registrato a Wuhan, il coronavirus esplode anche in Italia: 17 sono i contagiati individuati al momento tra Lombardia (15) e Veneto in meno di 24 ore, ma centinaia di persone che hanno avuto contatti diretti con loro sono in attesa di conoscere i risultati dei test e più di 50mila cittadini in provincia di Lodi sono, di fatto, in quarantena a casa loro.

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Nel tardo pomeriggio di venerdì si presenta semideserto Vo’ Euganeo, il piccolo comune del padovano dove è giunta la notizia di due anziani abitanti positivi ai primi test del coronavirus. Nessun bar né altro locale pubblico aperto, le uniche luci arrivano dagli uffici del comune dove è in corso una riunione del Coc – Centro operativo comunale – presieduta dal sindaco Giuliano Martini.

Gli abitanti sono increduli e attendono di capire sotto quale forma prenderà vita da domattina il cordone sanitario che bloccherà ogni attività del paese. Saranno interrotte anche le fermate dei mezzi pubblici e gli studenti di Vo’ che frequentano le scuole a Padova, vicino capoluogo, dovranno rimanere precauzionalmente a casa.

E mentre, verso mezzanotte di venerdì, la tensione già attanaglia le persone, la notizia di due treni fermi nelle stazioni di Lecce e Milano perché a bordo ci sarebbero due casi sospetti di coronavirus. Si tratta di un Italo da Milano per Torino e di un Freccia in partenza dalla stazione del capoluogo salentino. In entrambi i casi si sta attendendo che il personale del 118 prelevi le due persone con sintomi influenzali.
Intanto Trenord ha disposto la chiusura delle stazioni ferroviarie di Codogno, Maleo e Casalpusterlengo in ottemperanza all’ordinanza delle Regione Lombardia.

In questo scenario arriva l’altra pessima notizia: anche il Veneto ha la sua prima vittima per il virus cinese. Un uomo è morto mentre era ricoverato a Padova, era uno dei due pazienti positivi al coronavirus della nostra regione.

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Poi, le altre informazioni: il paziente deceduto per coronavirus in Veneto aveva 78 anni ed era un muratore in pensione.

L’uomo, ricoverato già da una decina di giorni per precedenti patologie, è spirato venerdì notte all’ospedale di Schiavonia (Padova). “Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire” ha detto il governatore Luca Zaia.

Adriano Trevisan, 78 anni, è l’uomo di Vo’ Euganeo deceduto in Veneto a causa dell’infezione da coronavirus. Ex titolare di una piccola impresa edile, Trevisan aveva tre figli, una delle quali, Vanessa, era stata sindaco di Vo’.

Ed ora arriva il momento di mettere in pratica quello che bisogna fare per contenere la diffusione del virus cinese. Così, anche per le zone del Veneto dove risiedevano i due anziani scatteranno delle misure restrittive come quelle previste per il lodigiano.

La conferma è arrivata questa notte dal ministro della Salute Roberto Speranza al termine della riunione alla protezione civile. “Siamo al lavoro per un’ulteriore ordinanza che sarà sottoscritta con la regione Veneto. L’obiettivo è contenere in aree geografiche limitate l’epidemia” ha spiegato il ministro sottolineando che i provvedimenti ricalcheranno quelli già attuati per i 10 comuni in provincia di Lodi.

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