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Anche Spisal aderisce allo sciopero di venerdì 25: in Ulss 3 mancano tecnici e Regione ed Azienda non vogliono investire

Anche gli ispettori dello Spisal Ulss 3 parteciperanno allo sciopero Regionale indetto da Cgil Cisl e Uil per venerdì 25 ottobre con presidio alle ore 11.00 a Venezia presso la Palazzo Balbi, sede della Giunta Regionale. Gli infortuni aumentano nella nostra regione e nella nostra provincia – dichiarano Daniele Giordano Segretario Generale Fp Cgil e […]

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Anche gli ispettori dello Spisal Ulss 3 parteciperanno allo sciopero Regionale indetto da Cgil Cisl e Uil per venerdì 25 ottobre con presidio alle ore 11.00 a Venezia presso la Palazzo Balbi, sede della Giunta Regionale.

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Gli infortuni aumentano nella nostra regione e nella nostra provincia – dichiarano Daniele Giordano Segretario Generale Fp Cgil e Marco Busato Fp Cgil Sanità – ma le condizioni di lavoro sono carenti: mancano strumenti di difesa nel contenzioso con le aziende, manca la formazione e la valorizzazione del personale, con gravi danni economici. Non ultimo mancano i tecnici.

Nell’Ulss 3 sono in servizio 16 tecnici, dovrebbero essercene almeno 7 in più per poter garantire la vigilanza h24 su tutto il nostro territorio.

Da molto tempo sosteniamo la necessità di potenziare gli organici, -proseguono – soprattutto in un momento nel quale si riscontra aumento delle morti e degli infortuni sul lavoro. La Direzione invece minimizza e decide di non affrontare i gravi problemi degli Spisal attivando orari e coperture in pronta disponibilità ai minimi termini, oppure assumendo a tempo determinato.

Queste sono misure assolutamente insufficienti che, paradossalmente, aggravano le condizioni di lavoro il lavoro del personale in servizio peggiorando il clima lavorativo. Invece di ricercare una condivisione di obiettivi e di procedure, si continua a svilire l’operato dei tecnici con la conseguenza che c’è una defezione dei lavoratori che stanno scappando letteralmente dall’Ulss 3 chiedendo mobilità ad altre aziende.

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Abbiamo provato molte volte a discutere dei temi oggi presenti nella rivendicazione regionale ma senza avere alcuna risposta dalla Direzione nemmeno dopo vari tentativi di conciliazione in Prefettura, riscontrando l’assoluta chiusura da parte dell’Ulss 3 di accogliere le nostre richieste.

Ai lavoratori non servono dichiarazioni di facciata o misure estemporanee – concludono – ma un chiaro progetto di investimenti in materia di sicurezza sul lavoro che riguardano in prima persona anche i lavoratori.

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