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Spinea: bengalesi “schiavizzati”, imprenditore straniero arrestato

Spinea: estorsioni e sfruttamento del lavoro: imprenditore bengalese arrestato dei carabinieri.

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Spinea: bengalesi "schiavizzati", imprenditore straniero arrestato

Questa notte son scattate le manette ai polsi per l’imprenditore bengalese, monitorato costantemente in questi mesi dai Carabinieri della Stazione di Spinea che, a conclusione di una articolata attività d’indagine, hanno dato esecuzione al fermo di indiziato di delitto emesso dall’Autorità Giudiziaria Veneziana nell’ambito dei reati per lo sfruttamento del lavoro e di estorsioni ai danni di 10 lavoratori, suoi connazionali.

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A. Md S., cittadino bengalese, classe 83, legale rappresentante della Venice Group s.r.l., approfittando della situazione generale del mercato del lavoro e delle condizioni di indigenza e precaria presenza sul territorio italiano di dieci suoi dipendenti, li costringeva a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza e situazioni alloggiative degradanti.

Ai lavoratori non veniva consegnato il materiale antinfortunistico e veniva indotti al silenzio subendo quotidianamente minacce di licenziamento. La condizioni lavorative erano aggravate dalla corresponsione della retribuzione in modo palesemente difforme ai contratti collettivi nazionali.

Attraverso il sistema della cosiddetta “paga globale”, venivano corrisposti ai lavoratori compensi nettamente inferiori rispetto alla paga minima prevista a livello nazionale. Inoltre erano obbligati a lavorare quasi 250 ore al mese a fronte delle 170 ore previste da contratto, senza diritto a giorni di riposo e di ferie.

La condizione dei lavoratori, extracomunitari, li poneva in una posizione sfavorevole nei confronti del datore di lavoro poiché, in caso di licenziamento, non avendo un’occupazione, i dipendenti avrebbero perso i requisiti per ottenere i documenti di soggiorno nel territorio nazionale.

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E’ stato il coraggio di alcuni dei lavoratori, che si sono recati dai carabinieri per denunciare i soprusi quotidiani, a far scattare le indagini.

La tempestività, unitamente al coraggio dei dipendenti, si sono rivelati fondamentali: l’imprenditore infatti, da qualche mese, aveva già dato inizio ad una serie di operazioni finalizzate alla dispersione del suo patrimonio. Aveva svenduto quasi tutti gli immobili di sua proprietà e ceduto alcune delle aziende a lui riconducibili.

L’imprenditore, sussistendo gravi esigenze cautelari, è stato condotto in carcere in attesa della definizione del processo innanzi all’Autorità Giudiziaria Veneziana.

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