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Stop al governo. Mattarella boccia Savona. Conte torna a casa

Il giallo va in onda all’ora di cena. Gli italiani si siedono a tavola mentre i Tg trasmettono la dichiarazione del Capo dello Stato: “L’istituzione che rappresento non può e non deve subire imposizioni. Ricordo quanto abbia «accompagnato» il tentativo di dar vita a un governo ma il mio compito è di «essere attento ai […]

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Separazione Venezia - Mestre, parola a Mattarella

Il giallo va in onda all’ora di cena. Gli italiani si siedono a tavola mentre i Tg trasmettono la dichiarazione del Capo dello Stato: “L’istituzione che rappresento non può e non deve subire imposizioni. Ricordo quanto abbia «accompagnato» il tentativo di dar vita a un governo ma il mio compito è di «essere attento ai risparmi degli italiani” Infine annuncia, non «a cuor leggero», un’altra soluzione.

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Nodo dell’attrito tra le parti del ‘Governo del Cambiamento’ (Lega e Cinque Stelle – e il capo dello Stato), era la casella del ministro dell’Economia, assegnata all’economista «eretico» Paolo Savona, critico in passato con la Germania e con l’Euro. Nome non ‘gradito’, quindi, al Presidente.

Il banco salta: il capo dello Stato annuncia di convocare stamane al Quirinale l’economista Carlo Cottarelli, ex Fmi ed ex commissario alla spending review, per assegnare a lui il nuovo incarico. Salvini in diretta Facebook annuncia che finalmente è provato che ci si trova in un Paese dalla democrazia e dalla sovranità limitata; Di Maio annuncia l’impeachment per il presidente della Repubblica Mattarella.

Il tutto mentre il premier incaricato Giuseppe Conte lasciava Montecitorio per tornare a casa. “Ora un po’ di riposo” le sue uniche parole.

Quindi, se il governo M5S-Lega deflagra prima di nascere, sembra tenere l’alleanza tra Di Maio e Salvini. Un’alleanza che non si sfalda neanche di fronte al Capo dello Stato, che riceve i due leader separatamente, incassando, di fatto, il medesimo atteggiamento oltranzista.

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Prima Salvini e poi Di Maio – il primo con maggior durezza, il secondo con toni più istituzionali – salgono al Quirinale con la ferma convinzione di dire “no” a qualsiasi piano B, incluso quello che avrebbe previsto Giancarlo Giorgetti al Mef al posto di Savona. Ma sull’economista sardo né Salvini né Di Maio cedono, arrivando così alla conclusione più nefasta del braccio di ferro con il Colle.

Quando alle 19 al Colle arriva Giuseppe Conte i giochi sono ormai fatti. Il premier incaricato, a quanto si apprende da fonti parlamentari, avrebbe anche tentato un’estrema mediazione, avanzando a Mattarella la proposta di andare in Aula a chiedere la fiducia, con Savona non più al Mef. Mattarella, tuttavia, si sarebbe opposto seguendo lo stesso ragionamento adottato di fronte all’identica richiesta avanzata giorni fa da Salvini. E
così, quando è uscito dallo Studio alla Vetrata, anche Conte ha usato, sia pur implicitamente, toni durissimi parlando di “piena collaborazione” con i leader M5S e Lega e senza mai citare Mattarella.

Mario N.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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