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Venezia, anziano residente urta turista: picchiato e mandato all’ospedale

Un caso avvenuto a Venezia che si impila perfettamente ai precedenti che abbiamo documentato e che riflettono solo quanto ognuno di voi può testimoniare ogni giorno. Turisti che occupano i posti riservati ai soggetti anziani o disagiati in vaporetto o motoscafo, gruppi che occupano l’intera larghezza della calle e si spazientiscono se viene chiesto loro […]

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Venezia, anziano residente urta turista: picchiato e mandato all'ospedale

Un caso avvenuto a Venezia che si impila perfettamente ai precedenti che abbiamo documentato e che riflettono solo quanto ognuno di voi può testimoniare ogni giorno. Turisti che occupano i posti riservati ai soggetti anziani o disagiati in vaporetto o motoscafo, gruppi che occupano l’intera larghezza della calle e si spazientiscono se viene chiesto loro di spostarsi.

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Oppure come la scena che abbiamo registrato e divulgato tempo fa quale splendido manifesto della convivenza “turisti-veneziani”: anziana con sportina che attende pazientemente famiglia romana che finisca di fare la foto sui gradini del piccolo ponte di Santa Maria Nova per poter passare. Solo che, fatte le foto, il gruppetto si mette a controllarle occupando ancora di più il passaggio. Dopo il primo “permesso..” che non ottiene ascolto e il secondo “scusate…” che non ottiene effetti, l’anziana decide di passare in mezzo e facendolo si inserisce fisicamente nel gruppo che reagisce: “che c… spinge…”. L’anziana, giunta ormai in fase di discesa, con un filo di voce, replica: “Ma statevene a casa vostra…”. E qui i romani hanno dato il meglio del repertorio del turista urlandole dietro: “Ah però, li volete i nostri soldi…!”, “Eh! Ti va bene che portiamo qui i nostri soldi…! Ti va bene che ti paghiamo…”. L’ottantenne si è allontanata in silenzio, ma quando ci abbiamo parlato ci ha confermato quanto si è sentita mortificata, lei che viveva con una pensione di 600 euro al mese.

Questo lungo preambolo per confermare quanto gli amministratori fingano di non accorgersi della realtà di tutti i giorni: i numeri sono tali per cui c’è tensione in città, e l’anziano picchiato e mandato all’ospedale di cui scrive il Gazzettino oggi in edicola ne è ennesima testimonianza.

VENEZIA Un veneziano di 84 anni colpito con un pugno alla testa e scaraventato a terra, perché con quella borsa ingombrante dava fastidio ai turisti. E un nipote che mette un annuncio su Facebook per ritrovare gli aggressori. Un episodio di violenza che racconta una brutta faccia di Venezia dove, ancora una volta, si percepisce una situazione insostenibile tra residenti e turisti. E gli anziani, troppo lenti per i ritmi frenetici del turismo, vengono mal sopportati dai foresti. E’ la legge dei grandi numeri che aggrediscono un centro storico di dimensioni limitate e, qualche volta, anche chi lo vive. Un segnale che non si deve ignorare.

LA VIOLENZA
Lunedì pomeriggio un anziano si scontra con una coppia di turisti. Il racconto dell’accaduto arriva per bocca del nipote e di un testimone, perché la vittima si trova in ospedale con le costole incrinate e una mano rotta con frattura scomposta. Frattura per cui dovrà essere operato oggi.
«Mio zio è un uomo magro, molto esile – spiega Simone Meggiato – era uscito da casa nostra e stava rientrando nella sua abitazione, quando in Lista di Spagna, all’altezza della farmacia, ha urtato una donna in mezzo alla folla».
L’84enne aveva con sé una borsa ingombrante, che conteneva una lampada. E con quella forse è andato addosso alla turista. «La signora ha iniziato ad andargli addosso più volte, intenzionalmente. Così ha messo una mano davanti per proteggersi dalle spinte e si è visto arrivare un forte pugno da un uomo».

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A sferrare il colpo sulla testa dell’anziano sarebbe stato il compagno della donna, una reazione di una violenza spropositata. L’84enne è finito per terra, incrinandosi alcune costole e rompendosi la mano, con più ecchimosi. «Avrebbe potuto morire. Ringrazio i commercianti che lo hanno assistito e hanno chiamato il 118. E’ in ospedale con lesioni gravi… (l’articolo completo su Il Gazzettino del 28/03/2018)

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