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Drammatico uragano ad Haiti un anno fa, mille morti e migliaia di sfollati

Matthew, questo il nome dell’uragano che ha distrutto il paese più sfortunato dei Caraibi, che stava per investire la Florida e non si sa come e perché, fortunatamente si è arrestata la sua violenza. Haiti, già vittima di un violento terremoto che sei anni fa ha messo al suolo la capitale Port – au – […]

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Matthew, questo il nome dell’uragano che ha distrutto il paese più sfortunato dei Caraibi, che stava per investire la Florida e non si sa come e perché, fortunatamente si è arrestata la sua violenza. Haiti, già vittima di un violento terremoto che sei anni fa ha messo al suolo la capitale Port – au – Prince e ucciso duecentomila persone, oggi rivive quel momento tremendo contando i suoi morti con migliaia di sfollati terrorizzati da una realtà e uno scenario destinati purtroppo a esiti nefasti.

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C’è un motto sullo stemma tradizionale di Haiti, che ricalca un principio della Rivoluzione Francese, «L’Union fait la force», che vorrebbe incoraggiare la popolazione, ma per Haiti ormai queste situazioni marcano una grande debolezza e segnano la vulnerabilità di paesi in balia degli uragani e dei terremoti.

L’isola dei Caraibi è molto sfortunata, è collocata in un pezzo di paradiso naturalistico e dopo aver subito tante disgrazie , oggi è stata invasa dalla peggior tempesta tropicale che l’uomo possa immaginare. Nella storia, Haiti fu luogo di deportazione della schiavitù africana durante la colonizzazione spagnola. E’ a due passi dai campi da golf della tranquilla Repubblica domenicana, ma il suo è un mondo tormentato dalle continue avversità, tanto che la scrittrice caraibica Yanick Lahens ha scritto che ” in quella terra la disgrazia ha logorato le anime”.

Una catastrofe naturale, così viene chiamata, e l’ennesima strage di innocenti. Ma l’impatto dell’uragano mostra anche le devastazioni vissute dagli abitanti di Haiti che ancora pagano lo scotto dei problemi irrisolti provocati dal vecchio sisma.
Lì la gente vive in baracche, metà popolazione non ha accesso all’acqua potabile, non ha cibo sufficiente per la sua nutrizione e registra il più alto tasso di mortalità infantile dell’America Latina:un bambino su 10 non arriva a compiere i cinque anni di età.

L’80% di haitiani vivono al di sotto della soglia di povertà e oltre metà di loro vivono con un euro al giorno. Questo ulteriore disastro che sta commovendo il mondo, ma che necessita di atti concreti a favori degli haitiani stessi, dovrebbe interpellare gli altri paesi del globo, perché l’uragano ha distrutto, ma l’uomo può rimediare, mobilitando la comunità scientifica, l’Onu e l’Europa, i paesi più ricchi, per un intervento solidale, per gli aiuti internazionali che la popolazione attende con il fiato sospeso.

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Andreina Corso

Andreina Corso
Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.
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