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Pedemontana, Moretti: punto più basso di Zaia, un veneziano pagherà 120 euro l’anno

La Consigliera Regionale del Pd: "È una follia: Zaia pensa di rastrellare 200 milioni di euro facendo pagare ai veneti un'opera con un metodo che ci lascia senza parole" e ancora: "Zaia non ci prenda in giro"

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“Il punto più basso il Governatore del Veneto lo ha raggiunto oggi sulla Pedemontana: per tentare di mettere una toppa ai suoi gravi errori, che hanno portato a ritardi e costi lievitati, Zaia pensa bene di risolverla mettendo le mani nelle tasche dei veneti. Sembra una barzelletta, ma purtroppo è la verità: il Presidente ha deciso che a pagare la Pedemontana saranno i veneti attraverso l’aumento dell’Irpef e cancellando tutte le esenzioni dei pedaggi per i residenti, che pure erano previste nel contratto iniziale. La verità è che fino ad ora i soldi li ha messi solo il governo: oltre 600 milioni senza i quali l’opera non sarebbe mai partita”.

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Queste le parole della Consigliera regionale del Partito democratico Alessandra Moretti sul finanziamento necessario per la conclusione della Pedemontana veneta che prevede una nuova tassa per i cittadini del Veneto.

“E così arriviamo al paradosso – prosegue – un abitante di Venezia, faccio per dire, che abbia un reddito di 2.300 euro lordi mensili si ritroverà a pagare 120 euro l’anno per la Pedemontana che magari non userà mai. Un vicentino che invece se ne servirà, pagherà lo stesso costo più l’aggiunta del prezzo del pedaggio, visto che Zaia ha ben ritenuto di far saltare le esenzioni. Per non parlare della fascia di reddito medio alte: chi guadagna più di 55mila euro l’anno pagherà 588 euro e per le fasce over 75mila il costo sarà di circa 1000 euro l’anno. È una follia: Zaia pensa di rastrellare 200 milioni di euro facendo pagare ai veneti un’opera che senza dubbio è strategica e che molte volte abbiamo detto doveva essere terminata, ma il metodo ci lascia senza
parole”.

“Le domande senza risposta sono tante – puntualizza Moretti – una per tutte: perché, se le stime di traffico fornite dalla Regione sulla Pedemontana sono di circa 27 mila veicoli al giorno e dunque se l’opera è considerata sostenibile, Zaia ha deciso di pagare il rischio, eventuale, di un calo del traffico? È una buona cosa che il concessionario abbia accettato di rivedere il contratto e di rinunciare ad una parte dei profitti, ma Zaia non ci prenda in giro: nessuno avrebbe potuto sapere cosa sarebbe accaduto da qui ai prossimi 15 anni”.

“Una cosa va chiarita – ha concluso la Moretti – il vecchio Piano finanziario prevedeva che in caso di pedaggi inferiori alle previsioni ci sarebbe stato un esborso per la regione di 29 milioni all’anno per 15 anni. Ipotesi ovviamente catastrofista, ma Zaia ha deciso di anticipare il rischio caricandolo sulle spalle dei veneti e questo risulta intollerabile, soprattutto in un momento di grave impoverimento del ceto medio”.

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