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Carne e latte affetti da brucellosi: mozzarelle di bufala dop in vendita

Sequestrato un laboratorio privato di Mondragone che effettuava illecitamente esami sugli animali. Gli inquirenti hanno accertato come gli allevatori, grazie alle analisi private fuorilegge, riuscissero a vendere liberamente i capi colpiti da brucellosi poiché, liberandosene prima dei controlli della Asl, mantenevano la qualifica di "allevamento indenne"

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Carne e latte affetti da brucellosi: mozzarelle di bufala dop

Bufale campane affette da brucellosi vendute o carne macellata messa nel mercato eludendo i controlli. Latte proveniente dagli stessi capi usato per la produzione della famosa mozzarella dop. É pazzesco quanto emerge dall’ultima indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e dei Carabinieri del Nas di Caserta che questa mattina hanno sequestrato un laboratorio privato di Mondragone che effettuava illecitamente esami sugli animali, permettendo di scoprire l’infezione da brucellosi prima delle analisi effettuate da strutture pubbliche.

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In tal modo i proprietari potevano vendere o far macellare i capi malati, facendo entrare la carne infetta nel circuito commerciale, ed evitare così che l’Asl, che effettua controlli periodici degli animali, scoprisse la presenza della malattia e ponesse in “quarantena”, anche per un solo capo infetto, tutto l’allevamento.

I militari guidati da Giuseppe Di Vico hanno poi notificato gli avvisi di conclusione indagine a 68 indagati, tra cui i responsabili del laboratorio “Dilorlab Sas” di Mondragone, allevatori e titolari di piccoli caseifici del Casertano e del Napoletano; numerosi i reati contestati, tra cui il commercio di sostanze alimentare nocive, la falsità ideologica, la frode in commercio e la truffa.

I fatti scoperti durante l’inchiesta sono relativi al periodo 2013-2014. “L’inchiesta di oggi – dice il direttore del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dop Pier Maria Saccani – appartiene ad un periodo completamente diverso da quello attuale, in cui la filiera che porta alla produzione della Dop si avvale di un sistema di tracciabilità del latte tra i più innovativi e in grado di tutelare al massimo i consumatori; tra l’altro – prosegue Saccani – il batterio della brucella muore alle alte temperature (62 gradi, ndr), ovvero con la pastorizzazione, processo che si applica durante l’iter di produzione della mozzarella, o con la cottura della carne; quindi non c’è pericolo per il consumatore finale”.

“Esprimo comunque forte apprezzamento per questa inchiesta; ogni indagine è importante per far comprendere anche ai nostri consorziati che non conviene più fare i furbi” conclude il direttore del Consorzio della Dop.

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La stessa Procura, nella nota diffusa alla stampa, ha spiegato che gli unici rischi per la salute, solo potenziali, riguardano “gli addetti del settore che vengono in contatto con l’animale malato”, o sono legati alla “contaminazione crociata (cosiddetta secondaria) di altri alimenti che in qualche modo sarebbero potuti venire a contatto con quelli potenzialmente infetti”.

Gli inquirenti hanno accertato come gli allevatori, grazie alle analisi private fuorilegge, riuscissero a vendere liberamente i capi colpiti da brucellosi poiché, liberandosene prima dei controlli della Asl, mantenevano la qualifica di “allevamento indenne” ottenuta nei precedenti esami delle strutture pubbliche.

Il capo malato, è emerso, in molti casi veniva vaccinato in violazione della legge, che prescrive che solo l’autorità sanitaria pubblica possa effettuare esami e somministrare il vaccino contro la brucella, mentre sono vietate la detenzione e la commercializzazione di materiale per la diagnosi diretta e indiretta di malattie zootecniche.

Durante l’indagine sono state sequestrate anche confezioni del kit diagnostico “rosa bengala”, illecitamente usato per le analisi sulle bufale nel laboratorio Dilorlab.

(foto di repertorio)

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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