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Jannik Sinner annuncia lo stop per il ginocchio: “Il corpo decide, bisogna ascoltarlo”

Jannik Sinner si ferma per un problema al ginocchio destro, salta l’autunno tennistico e punta al ritorno nel 2027; racconta l’estate e i progetti in un’intervista a U.

Jannik Sinner ha reso ufficiale lo stop: un problema al ginocchio destro lo costringe a lasciare i campi per il resto della stagione e a rimandare il rientro agli appuntamenti del 2027. L’annuncio è arrivato nel mese di ottobre, al termine di un’intervista iniziata ad agosto per U la Repubblica, la cui copertina con Sinner è in edicola da giovedì 29 ottobre.

L’infortunio gli ha fatto mancare tutta la parte finale della stagione: niente Canada, Cincinnati, New York, Asia e le ATP Finals di Torino. L’ultimo grande risultato resta il successo in uno Slam, datato 12 luglio a Wimbledon, dove ha conquistato il titolo per la seconda volta consecutiva battendo Alexander Zverev in finale. Nel 2026 Sinner ha giocato 47 match perdendone solo 3 e ha sconfitto avversari di primo piano come Carlos Alcaraz, Frances Tiafoe, Daniil Medvedev e Jódar.

Nei giorni successivi al ritiro dalle competizioni ha pubblicato qualche video sui social e più volte ha ripetuto di non essere pronto: la sua frase ricorrente è “ci vediamo nel 2027”. È comunque iscritto all’One Point Slam previsto il 13 gennaio durante l’opening week degli Australian Open e dovrebbe tornare a giocare al Six Kings Slam di Riad a fine anno.

Sinner racconta di aver vissuto l’estate lontano dai tornei senza stare fermo: ha seguito la Formula 1 a Monza, partecipato alla sfilata di Gucci a Milano, giocato di più alla PlayStation e iniziato la lettura di Io uccido di Giorgio Faletti. Sul fronte della preparazione ha lavorato in palestra e in campo con i fisioterapisti, seguendo i consigli degli specialisti. “Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere”, dice, mentre afferma che “pazienza” è la parola giusta per questo periodo.

Sulla questione degli infortuni e dell’età dei campioni emergenti, Sinner sottolinea la necessità di visione a lungo termine: gli infortuni fanno parte dello sport e ciò che conta è la preparazione. “La differenza la fa sempre il lavoro, la preparazione che fai, non la fortuna. Quella aiuta a vincere un punto, non la partita”, osserva, invitando a non togliere ai giovani la possibilità di vivere esperienze importanti.

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Nel colloquio parla anche di ragazzi che emergono precoce, citando il caso di Kristina Liutova, 16 anni, vincitrice del WTA 250 di Memphis, e porta l’esempio di Lamine Yamal. Ricorda i confronti con persone di altri sport, come il giovane pilota Kimi Antonelli, e rivela di aver finalmente preso la patente per le moto.

Sinner ricorda con emozione la famiglia: non ha rimpianti sul percorso fatto, apprezza il ruolo del padre — “bravo anche in cucina” — e racconta come la madre oggi riesca a seguire le sue partite senza andarsene, evitando però il Royal Box per non essere osservata dalle telecamere. Tra i ricordi dolorosi dice di voler cancellare il giorno in cui, all’età di 13 anni e mezzo, lasciò casa a Milano per intraprendere il percorso agonistico: “Fu uno strappo, piangevamo entrambi”.

Tra i momenti che vorrebbe rivivere cita una domenica d’inverno sugli sci nelle Dolomiti con gli amici, e ricorda uscite in go-kart con il pilota Antonio Giovinazzi e il ciclista Giulio Ciccone. Ammette di avere bisogno di adrenalina e di velocità, e di preferire la concretezza dei colpi alla scrittura: per ora non pensa a un’autobiografia.

Profilo: nato nel 2001, Sinner è stato nel 2024 il primo tennista italiano a raggiungere la vetta del ranking mondiale dopo i successi agli Australian e agli US Open. Nel 2025 si è confermato a Melbourne e ha vinto Wimbledon; il 2026 è stato segnato da una stagione da record con cinque titoli Masters 1000 e il bis a Wimbledon, prima dell’infortunio che ha portato allo stop annunciato in ottobre. L’obiettivo dichiarato resta il ritorno nel 2027.

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Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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