
Martina Bianchin, studentessa ventitreenne della Sapienza, è diventata il volto della protesta giovanile a Roma dopo il corteo di ieri. Sull’indumento che portava c’era la scritta “ascolto”: un messaggio che, secondo la giovane, non ha trovato risposta.
Bianchin ha raccontato che i partecipanti al corteo chiedevano di essere ascoltati, ma che la manifestazione è stata affrontata con manganellate dalle forze dell’ordine. Rivolgendosi ai cronisti, ha sintetizzato la frustrazione dei ragazzi con una breve osservazione: “Ma se dall’altra parte c’è un muro, è tutto inutile”.
La vicenda l’ha proiettata come simbolo della mobilitazione giovanile a Roma. I dettagli del corteo e le reazioni restano al centro dell’attenzione pubblica.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google