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Si è chiusa domenica 4 ottobre a Mestre l’edizione 2026 di Endorfine Rosa Shocking. Il Gran Premio della manifestazione è stato assegnato al film Plunge di Ellie Land; la Menzione Speciale è andata a On the Blunt End di Joseph Walker.
Il festival, dedicato alle narrazioni di forza, trasformazione e autodeterminazione femminile, ha scelto nuovamente il cinema come strumento di confronto e scoperta. La serata conclusiva ha rappresentato anche l’occasione per ringraziare i partner che hanno sostenuto la rassegna durante i suoi appuntamenti.
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Alberto Miggiani, presidente della Giovane Montagna di Mestre e del Venezia Cricket, ha ritirato simbolicamente il premio per Plunge in assenza della regista. La consegna è avvenuta per mano di Giancarlo Signoretto, che ha così coronato il riconoscimento con la scultura realizzata per l’occasione.
Plunge è stato premiato per il modo in cui traduce una vicenda personale in un racconto di respiro universale. Nel film la voce di Katia ripercorre anni di sofferenze fisiche e psicologiche, mentre un’animazione segue la protagonista che si muove con crescente sicurezza attraverso un paesaggio oceanico. La presenza della vita marina e delle foreste di alghe accompagna il percorso verso la riscoperta di appartenenza, libertà e connessione.
La giuria ha motivato la scelta sottolineando la forza evocativa delle immagini e l’uso della metafora per raccontare la rinascita. L’opera si è distinta per l’equilibrio tra un tono poetico e la capacità di parlare a un pubblico più ampio, traducendo un’esperienza individuale in una forma narrativa riconoscibile.
La Menzione Speciale è stata assegnata a On the Blunt End di Joseph Walker. Il film utilizza l’arrampicata come metafora per le tappe della crescita, offrendo uno sguardo intimo sul rapporto tra due sorelle. Nella pellicola convivono la paura di cambiare e la vertigine dell’altezza; al centro restano i legami fraterni, la protezione reciproca e l’esercizio — doloroso ma necessario — del lasciar andare per favorire l’evoluzione dell’altro.
Le due opere premiate si differenziano per linguaggi e sensibilità, ma convergono nel raccontare percorsi di trasformazione e riconquista della libertà — temi che compongono la cifra della programmazione del festival.
Durante l’edizione non sono mancati momenti di rete e collaborazione con realtà locali e nazionali. Antonio De Toni, presidente della Pro Loco Nediske Doline e ideatore del Cammino delle 44 Chiesette del Natisone, ha contribuito alle serate estive organizzate in partnership con Endorfine. Inoltre, il festival ha potuto contare sulla disponibilità del cinema Candiani, messa a disposizione da Nicola Callegaro.
Il progetto ha ricevuto supporti da più fronti: Verbiana Nardo ha curato l’ospitalità presso l’AC Hotel, Arianna Cattarin ha promosso il progetto LEI e organizzato l’incontro con Tamara Lunger a Ca’ Foscari, mentre Mariacristina Gribaudi ha aperto ai partecipanti le porte del nuovo museo Muvec. Il trailer dell’edizione è stato realizzato da Andrea Morghen, direttore del festival partner Religion Today di Trento, che ha inoltre partecipato agli eventi e contribuito con immagini.
Con la cerimonia del 4 ottobre si conclude dunque la nuova edizione di Endorfine Rosa Shocking, che ha portato al centro storie capaci di interrogare il presente attraverso esperienze e percorsi fuori dagli schemi. L’edizione è stata resa possibile grazie al sostegno, tra gli altri, di Verbiana Nardo, Arianna Cattarin, Mariacristina Gribaudi, Nicola Callegaro, Marta De Manincor e Andrea Morghen.
Tra gli ospiti che hanno contribuito alla vita del festival figurano figure del mondo culturale e artigianale veneziano. Francesca Alessandria ha guidato gli ospiti in un tour del Padiglione dell’Arabia Saudita, mentre Marco Vian è stato l’autore del gin utilizzato per il brindisi finale.
Di particolare rilievo la presenza di Maestri del vetro: Giancarlo Signoretto, affiancato da Agnese Tegon — la prima donna a lavorare in fornace a Murano — ha realizzato la scultura destinata al vincitore del Gran Premio. L’opera unisce l’antica tradizione vetraria veneziana e la traiettoria di innovazione al femminile che il festival intende valorizzare.
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