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Il governatore del Tennessee, Bill Lee, ha respinto la richiesta di clemenza presentata per Christa Pike, aprendo la strada all’esecuzione della donna, oggi cinquantenne. Dovrebbe essere sottoposta a iniezione letale dopo il rifiuto del governatore, secondo quanto reso noto il 30 settembre 2026.
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Pike fu condannata per l’omicidio del 1995 di Colleen Slemmer, diciannove anni, sua compagna al Knoxville Job Corps. All’epoca Pike aveva diciotto anni: l’accusa sostiene che la attirò in una zona isolata insieme al fidanzato Tadaryl Shipp, dove la giovane fu aggredita e uccisa al termine di una violenta escalation.
Gli investigatori riferirono inoltre che sul corpo della vittima fu inciso un simbolo satanico, elemento che contribuì ad alimentare le paure legate al cosiddetto “satanic panic” diffusosi negli Stati Uniti tra gli anni Ottanta e Novanta. Il caso suscitò ampia risonanza nazionale per la brutalità del delitto e per la giovane età dei coinvolti.
Pike non ha mai negato la propria responsabilità. Negli ultimi mesi i suoi avvocati avevano intensificato appelli chiedendo la sospensione dell’esecuzione, sostenendo che la pena capitale è sproporzionata rispetto all’età che aveva al momento dei fatti e al contesto personale in cui è cresciuta. La difesa ha descritto un’infanzia segnata da abusi sessuali, violenze e trascuratezza, e ha riferito che Pike è stata successivamente diagnosticata con disturbo bipolare e sindrome da stress post-traumatico, condizioni che, secondo gli avvocati, non furono adeguatamente trattate durante il processo.
Nella richiesta di clemenza la detenuta ha espresso rimorso e si è definita “una ragazza di 18 anni con una malattia mentale”, scrivono i legali. Essi hanno anche richiamato i progressi scientifici sullo sviluppo cerebrale degli adolescenti e dei giovani adulti, sostenendo che tali conoscenze dovrebbero influenzare la valutazione della responsabilità penale.
A carico degli altri coinvolti, il fidanzato di Pike, allora diciassettenne, fu condannato all’ergastolo con possibilità di libertà condizionale; una terza persona coinvolta ricevette una pena molto più lieve.
Di segno opposto la posizione della famiglia della vittima. May Martinez, madre di Colleen Slemmer, ha chiesto che la sentenza venga eseguita, ricordando la figlia come una giovane appassionata di informatica, impegnata nel volontariato e con progetti per il futuro interrotti dalla violenza di quella notte.
Se l’esecuzione verrà eseguita come previsto, Christa Pike risulterebbe la prima donna giustiziata in Tennessee dal 1820. Le esecuzioni femminili restano comunque molto rare negli Stati Uniti: secondo i dati del Death Penalty Information Center le donne rappresentano circa l’1% delle persone messe a morte nel Paese dall’introduzione dell’attuale sistema della pena capitale nel 1976.
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