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Sigfrido Ranucci ha reso note le sue intenzioni di adire le vie legali per tornare alla conduzione di Report e di promuovere numerose azioni giudiziarie per presunti articoli falsi. L’ex conduttore ha parlato durante la festa de Il Fatto Quotidiano in corso a Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca.
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Ranucci ha dichiarato di considerare contro di sé una “campagna di informazione senza precedenti” e ha detto di avere annotato gli articoli che ritiene diffamatori, preannunciando che presenterà centinaia di querele e richieste di risarcimento danni.
Secondo l’ex volto della trasmissione, l’obiettivo di tale campagna sarebbe quello di erodere la sua credibilità per giustificare la rimozione dal programma. Ha aggiunto che, nonostante pressioni affinché entri in politica, la sua intenzione è di continuare a fare Report, ruolo nel quale si sente più efficace. Ha inoltre detto che seguirà la prima puntata del programma.
Ranucci ha annunciato che presenterà un ricorso d’urgenza per il reintegro alla guida della trasmissione e ha spiegato che, se il giudice dovesse accoglierlo, rientrerebbe per proseguire la battaglia dall’interno.
Nel corso dell’intervento ha anche affrontato la vicenda legata a Valter Lavitola, indicato come presunto mandante dell’attentato incendiario dello scorso ottobre. Ranucci ha negato di aver avuto interessi economici con Lavitola, affermando di non aver ricevuto denaro e di aver intrattenuto con lui solo un rapporto di amicizia. Ha aggiunto che non ci sono stati, dopo l’attentato, incontri con telefoni spenti tra loro.
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