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Caldo record: ondata di calore persistente, anche ospedali sotto pressione

Caldo estremo: 25 città in bollino rosso, punte oltre i 40°C e +15% accessi al Pronto Soccorso. Possibile attenuazione verso metà agosto

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L’Italia affronta una delle ondate di calore più intense dell’estate: il ministero della Salute ha diffuso un allerta di livello 3 per 25 città, segnalando un rischio esteso oltre le categorie più fragili e mettendo in guardia l’intera popolazione. Le temperature hanno raggiunto — e in diverse zone superato — i 40 gradi, con notti afose che riducono il riposo e aggravano gli effetti sulle persone più vulnerabili.

Tra le località sottoposte al massimo livello di attenzione figurano capoluoghi del Nord, del Centro e del Sud: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Solo Messina e Reggio Calabria restano al livello giallo.

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L’impatto sulla sanità è già visibile. La Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu) rileva un aumento degli accessi ai Pronto soccorso pari a circa il 15% nelle città principali.
A richiedere più spesso assistenza sono anziani soli, persone con patologie croniche e pazienti con disturbi psichiatrici, categorie particolarmente sensibili alle ondate di calore.

Il caldo rende più probabili anche eventi indiretti di emergenza. Negli ultimi giorni i vigili del fuoco sono intervenuti ripetutamente per incendi che hanno interessato il Cuneese, il Carso triestino e il litorale tarantino. Le condizioni meteorologiche — caldo prolungato, siccità e vento — hanno favorito la propagazione dei roghi, mentre la scarsità d’acqua solleva preoccupazioni per i prossimi mesi.

Non risparmiano gli ambienti di montagna: sulle Alpi si registrano anomalie termiche tra i due e i quattro gradi sopra la media stagionale. Ghiacciai come l’Adamello, la Marmolada e il Monte Bianco continuano a perdere massa, un fenomeno osservato con apprensione da associazioni ambientaliste che definiscono la situazione sempre più critica e chiedono misure concrete per limitarne gli effetti.

Le ondate di calore, negli ultimi anni, sono diventate più frequenti e intense, con conseguenze che vanno oltre il disagio: aumentano i ricoveri per colpo di calore e disidratazione, crescono le criticità per la rete elettrica e si amplificano i danni all’agricoltura. In questo contesto, le autorità sanitarie invitano a semplici misure di prevenzione — bere spesso, evitare esposizione nelle ore più calde, sorvegliare anziani e persone con malattie croniche — per ridurre i rischi immediati.

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Le preoccupazioni non si limitano alle emergenze quotidiane: la combinazione di temperature estreme e siccità alimenta un più ampio dibattito sulle strategie di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici. Il prolungarsi di stagioni troppo secche mette sotto stress risorse idriche e infrastrutture che, secondo molti esperti, richiedono interventi di pianificazione a medio e lungo termine.

LE PREVISIONI

Dal punto di vista meteorologico, gli ultimi aggiornamenti danno qualche speranza. Nella seconda parte della settimana potrebbero arrivare segni di attenuazione al Nord con il possibile passaggio di correnti più instabili; al Centro e al Sud il caldo dovrebbe persistere per più tempo. Il colonnello Mario Giuliacci indica tra il 7 e il 10 agosto, con un relativo margine di incertezza, l’arrivo di una perturbazione atlantica che potrebbe portare temporali e aria più fresca, con effetti iniziali sulle regioni settentrionali e poi su parte del Centro tra l’11 e il 12 agosto.
La svolta più netta è attesa in vista di Ferragosto: tra il 10 e il 15 agosto l’anticiclone africano dovrebbe progressivamente indebolirsi, favorendo il passaggio di perturbazioni soprattutto al Centro-Nord. Le temperature massime potrebbero così scendere sotto i 32 gradi al Nord e al di sotto dei 35 gradi al Centro.

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Mirko R.
Mirko R.
Sono universitario, appassionato di fantascienza e tecnologie. Mi trovate in giro a Mestre e Venezia, ma non solo. Mirko_R@lavocedivenezia.it
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