TRADIZIONI LOCALI E NUOVE GENERAZIONI
Affinché Venezia non sia inevitabilmente destinata in futuro a diventare altro da sé, o un malinconico e triste simulacro di se stessa, trovo oltremodo apprezzabile e meritorio il tentativo da parte di genitori, insegnanti, associazioni varie… etc. di instillare nelle nuove generazioni l’amore per essa e le sue più autentiche tradizioni.
Dipenderà soprattutto da tale amore, infatti, la continuità o meno di quel particolare e peculiare modo di vita che ha fin qui contraddistinto e caratterizzato Venezia. Senza il quale, anche una volta che ne venisse garantita la sua sopravvivenza fisica e fosse resa magari florida e prospera come non mai la sua economia, non sarebbe più, tuttavia, la Venezia che conosciamo e che è nel cuore di ciascuno di coloro che l’amano.
C’è da augurarsi, perciò, che tali lodevoli tentativi riescano effettivamente a prevalere – come non sempre, ahinoi, è avvenuto e avviene – sulle seducenti sirene della modernità, che a Venezia hanno già causato, com’è noto, fin troppi guasti.
Enzo Pedrocco
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Alcuni personaggi che con le loro allora storiche “intuizioni moderne” hanno decisamente contribuito positivamente alla sopravvivenza e grandezza di Venezia: da Fra Mauro. Galileo, Bernardino Zendrini, Pietro Paleocapa, Paolo Sarpi, Giacomo Badoer, Fausto Venanzio, Antonio Mangini, Giovanni Battista Ramusio, Prospero Alpini, ecc. fino all’ing. Eugenio Miozzi. Sicuramente il merito va anche all’apertura e lungimiranza dei governi cittadini loro contemporanei.