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Famiglia nel Bosco: respinto ricorso dei genitori. Il ricongiungimento si allontana

La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato dai genitori dei tre bambini conosciuti come la “famiglia nel bosco”, confermando di fatto l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni che aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e il collocamento dei minori in una casa-famiglia. La decisione comporta che i bambini trascorreranno anche le festività […]

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La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato dai genitori dei tre bambini conosciuti come la “famiglia nel bosco”, confermando di fatto l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni che aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e il collocamento dei minori in una casa-famiglia. La decisione comporta che i bambini trascorreranno anche le festività natalizie lontano dalla loro abitazione originaria di Palmoli, in provincia di Chieti.

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La vicenda ha origine nel 2024, quando un episodio di intossicazione da funghi porta l’intera famiglia in ospedale. Dopo una richiesta di soccorso partita dal padre e mediata da un amico della coppia, i genitori e i figli vengono ricoverati all’ospedale “Renzetti” di Lanciano. Durante gli accertamenti, il personale sanitario segnala alle forze dell’ordine e ai servizi sociali le condizioni di vita dei bambini, che risultano crescere in un contesto isolato, privo di servizi essenziali. Da quel momento prendono avvio le verifiche sulla situazione familiare.

I controlli portano, il 20 novembre, all’allontanamento dei tre minori dal casolare nel bosco di Palmoli, una struttura priva di adeguati servizi igienici, di luce e di gas. Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila sospende la responsabilità genitoriale di Nathan e Catherine, coppia anglo-australiana, disponendo il collocamento dei figli in una casa-famiglia a Vasto. Nella struttura viene accolta anche la madre, alla quale è consentito stare con i bambini in momenti prestabiliti della giornata.

Nei giorni successivi al provvedimento, i nuovi legali della famiglia presentano una richiesta urgente di ricongiungimento al Tribunale minorile. Il collegio aquilano, il 12 dicembre, si riserva la decisione sull’ordinanza che aveva sospeso la potestà genitoriale. Parallelamente, viene presentato un reclamo alla Corte d’Appello contro lo stesso provvedimento, nel tentativo di ottenere una revisione immediata della misura adottata.

La Corte d’Appello dell’Aquila, chiamata a pronunciarsi, rigetta il reclamo, ritenendo che al momento dell’adozione dell’ordinanza, il 13 novembre, sussistessero i presupposti formali per l’intervento disposto dal Tribunale per i Minorenni. I giudici valutano la situazione sulla base degli elementi disponibili in quella fase, senza entrare nel merito degli sviluppi successivi.

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Due sono i temi principali che emergono dalla decisione: il livello di istruzione dei bambini e il loro grado di socializzazione. Da quasi un mese i minori sono seguiti dagli assistenti sociali nella casa-famiglia di Vasto. Le relazioni redatte nel periodo di osservazione segnalano alcuni miglioramenti, ma descrivono una situazione ancora delicata. In particolare viene evidenziato uno scarso livello di alfabetizzazione, soprattutto per la bambina di otto anni, oltre a carenze nella cura dell’igiene personale. Aspetti che, secondo i giudici, giustificavano l’intervento di tutela adottato inizialmente.

La conferma del provvedimento fa sì che la situazione resti invariata rispetto a quanto stabilito a novembre. I bambini continuano a vivere nella struttura di accoglienza, con la possibilità di incontrare la madre tre volte al giorno, in occasione dei pasti. Il padre, invece, può fare visita ai figli tre giorni a settimana. Nathan si divide tra il casolare nel bosco, che necessita di lavori di ristrutturazione, e un bed and breakfast nella zona di Palmoli, messo a disposizione gratuitamente per tre mesi da un imprenditore locale.

Nel frattempo, i genitori hanno cercato di adeguare le proprie condizioni abitative. Si sono trasferiti in una casa ammobiliata e dotata di servizi igienici regolari, con l’obiettivo di rendere idonea anche la precedente abitazione per un eventuale rientro della famiglia. Dal punto di vista familiare e organizzativo, sono stati avviati alcuni cambiamenti che dovranno ora essere valutati dall’autorità competente.

La decisione della Corte d’Appello non chiude definitivamente la vicenda. Il compito di stabilire se e quando potrà avvenire un riavvicinamento tra genitori e figli spetta ora al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. Sarà questo organo a esaminare gli sviluppi successivi all’ordinanza di novembre, tenendo conto dei progressi compiuti dai genitori e delle condizioni attuali dei bambini. La valutazione potrà avvenire anche senza la necessità di una nuova udienza, sulla base della documentazione aggiornata e delle relazioni dei servizi sociali.

In attesa di una nuova decisione, per i tre bambini il Natale si prospetta quindi nella struttura di accoglienza di Vasto. Una permanenza che, almeno per il momento, rappresenta la continuità di un percorso di tutela avviato dopo la scoperta delle loro condizioni di vita, e che resta legato agli esiti delle prossime valutazioni del Tribunale minorile.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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