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Gentile Redazione,
si parla tanto di mettere ordine agli abusivi, si riempiono pagine e convegni di buone intenzioni, ma intanto gli abusi prosperano. Le regole valgono solo per chi le rispetta, mentre chi le aggira resta invisibile.
Vorrei denunciare una situazione che penalizza chi lavora con dignità e rispetto delle norme: le SPA e i centri estetici negli alberghi che aprono anche agli esterni senza la presenza continua del direttore tecnico abilitato. Fuori dagli alberghi, un centro estetico non può aprire senza il direttore tecnico presente. Dentro gli alberghi, invece, basta una firma “sulla carta”: il direttore tecnico è nominato, ma spesso non c’è. Eppure molti hotel offrono servizi a chiunque – lampade abbronzanti, trattamenti corpo, manicure – operando di fatto come centri estetici tradizionali, ma senza rispettare le stesse regole.
Il risultato è paradossale:
- Chi rispetta la legge è penalizzato, costretto a garantire presenze e costi.
- Chi aggira l’obbligo vola, protetto dall’ombra di un direttore tecnico fantasma.
La concorrenza sleale si consuma sotto gli occhi di tutti, e chi lavora con dignità viene schiacciato.
A questo si aggiunge un altro fenomeno: parrucchieri ed estetiste che operano abusivamente nelle case private, portando via il lavoro a chi è in regola. Nella stessa calle dove un centro estetico paga tasse e rispetta obblighi, si assiste impotenti alla processione di clienti che entrano nelle abitazioni, senza che nessuno intervenga.
Chiediamo regole uguali per tutti. Se un centro estetico deve avere il direttore tecnico presente, lo stesso deve valere per le SPA alberghiere che aprono al pubblico. Basta con i privilegi invisibili: la legalità non può essere un optional. Invitiamo anche le associazioni di categoria a smettere di predicare bene e razzolare male, e a farsi carico di una richiesta di controllo seria e concreta.
Lettera Firmata
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come se fossero questi i problemi veri oggi
è vero ma somma questo somma quello……è un’anarchia
Gentile Angela,
capisco che ognuno percepisca i problemi in modo diverso, ma ciò non toglie che la questione sollevata sia seria. Non si tratta di un capriccio o di un dettaglio marginale: parliamo di servizi che incidono direttamente sulla salute delle persone e sulla concorrenza leale tra operatori.
Chi lavora “sotto padrone”, pubblico o privato, forse non avverte l’impatto immediato di queste irregolarità. Ma per chi ogni giorno deve garantire requisiti, presenze e costi, vedere altri che operano senza rispettare le stesse regole significa subire un danno concreto.
È vero, oggi ci sono tanti problemi, ma la legalità non può diventare un optional. Ognuno vive i problemi che reputa importanti per sé, certo, ma la speranza è che nessuno debba mai trovarsi nelle mani di chi, privo di requisiti, possa causare danni alla salute.
Le auguro una buona giornata e la serenità di non dover mai sperimentare sulla propria pelle le conseguenze di queste “piccole” irregolarità che, sommate, diventano anarchia.
Concordo pienamente…..