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Jamaal Howard, 46 anni, è stato dichiarato morto alle 20:03 dopo aver ricevuto una dose letale di pentobarbital nel carcere statale di Huntsville, in Texas. Si tratta della prima esecuzione negli Stati Uniti dopo il fallimento dell’iniezione letale a Christa Pike, avvenuto nel Tennessee la settimana scorsa.
Gli avvocati di Howard avevano presentato ricorsi per bloccare l’esecuzione, sostenendo davanti alla Corte d’appello penale del Texas che esistevano rischi analoghi a quelli denunciati nel caso Pike. In un passaggio riportato, i legali hanno affermato: “Il Texas non dovrebbe essere ansioso di seguire le orme del Tennessee”. Il tribunale ha respinto la richiesta di sospensione e successivamente ha respinto un secondo tentativo di bloccare l’esecuzione per il farmaco utilizzato; entrambe le decisioni sono state adottate senza spiegazioni.
Anche la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto un ricorso presentato ieri sera, senza commenti.
Howard era stato riconosciuto colpevole nel 2001 di omicidio aggravato: secondo la sentenza, aveva rapinato un minimarket a Silsbee, una cittadina a nord di Beaumont, e aveva ucciso a colpi d’arma da fuoco la commessa quarantenne Vickie Swartout.
Interrogato dal direttore del carcere sull’eventuale dichiarazione finale, Howard si è rivolto ai familiari della vittima, presenti e che assistevano all’esecuzione attraverso una finestra a pochi metri dalla camera della morte. Ha chiesto perdono e si è scusato ripetutamente, dicendo in un passaggio: “Spero che accettiate le mie scuse e vi chiedo perdono”.
Il team difensivo aveva inoltre sostenuto che, al momento del crimine, Howard era affetto da disabilità intellettiva e pertanto non passibile di pena di morte, richiamando la pronuncia della Corte Suprema del 2002 su tale materia.
Dall’inizio dell’anno il Texas ha eseguito sei pene capitali; altre due iniezioni letali erano previste dopo quella di Howard.
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