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Avellino – Venezia finisce in pareggio, decide il Var

Al “Partenio-Lombardi” va in scena una partita che il Venezia domina, comanda, accarezza e infine vede sfumare nel modo più beffardo possibile. Finisce 1-1 contro l’Avellino, un pareggio che lascia il segno per come è maturato: i lagunari salgono al quarto posto in classifica, ma restano a cinque lunghezze dalla promozione diretta e, soprattutto, tornano […]

Al “Partenio-Lombardi” va in scena una partita che il Venezia domina, comanda, accarezza e infine vede sfumare nel modo più beffardo possibile. Finisce 1-1 contro l’Avellino, un pareggio che lascia il segno per come è maturato: i lagunari salgono al quarto posto in classifica, ma restano a cinque lunghezze dalla promozione diretta e, soprattutto, tornano a casa con la sensazione netta di aver perso due punti più che guadagnatone uno.

La squadra di Giovanni Stroppa impone il proprio calcio fin dai primi minuti, occupando il campo con personalità e intensità. Al 4’ Hainaut colpisce la traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, poi Daffara si supera sulla ribattuta di Adorante. È l’inizio di un monologo veneziano: Yeboah inventa, dribbla, calcia, ma trova sulla sua strada prima la testa provvidenziale di Simic e poi, al 25’, un’altra traversa clamorosa che salva i padroni di casa. Busio, Svoboda e ancora Adorante costringono più volte Daffara a interventi da portiere di categoria superiore.

Eppure, come spesso accade nel calcio, alla prima vera sortita passa l’Avellino: al 41’ un cross perfetto dalla sinistra pesca Missori sul secondo palo, Bjarkason si perde l’inserimento e il terzino biancoverde batte Stankovic con freddezza. Un gol che fotografa il paradosso di un primo tempo chiuso con otto tiri del Venezia, sei nello specchio, e un solo tiro dell’Avellino, trasformato però in vantaggio.

Nella ripresa Stroppa interviene subito, inserendo Compagnon e ridisegnando le corsie. La risposta arriva al 6’: capitan Svoboda raccoglie una palla al limite e scarica un destro violento che si infila alle spalle di un Daffara fin lì insuperabile. L’1-1 restituisce giustizia al copione della partita, ma non placa la fame dei lagunari. Yeboah sfiora il vantaggio con un tiro sull’esterno della rete, Hainaut va vicino al gol di testa, Daffara continua il suo show personale murando Haps e Busio in una doppia occasione che resterà negli highlights del campionato. Anche Stankovic, fin lì spettatore non pagante, deve sporcarsi i guanti al 35’ su Russo.

Nel finale il Venezia trova persino il gol vittoria: al terzo minuto di recupero Haps incorna in rete su cross di Busio, l’arbitro convalida, ma il Var annulla per una spinta del surinamese nel movimento per liberarsi. È l’ultimo colpo di scena di una partita dominata a livello di numeri (18 tiri a 2, 10 nello specchio contro 1, 72% di possesso palla) e di gioco, ma chiusa solo con un punto in tasca.

Il sortilegio del Partenio resta intatto: il Venezia non ha mai vinto ad Avellino. Ma stavolta la sensazione è diversa, perché raramente una squadra sembrava così padrona del campo. Il rendimento esterno continua a frenare le ambizioni di promozione diretta, ma i risultati delle dirette concorrenti e la qualità del gioco mostrato autorizzano all’ottimismo. Se questo è il Venezia “bello e impossibile”, prima o poi i tre punti smetteranno di essere un miraggio.

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