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Venezia Ieri & Oggi.
1) RICORDI DELLE VIGNOLE DELLA MIA GIOVINEZZA
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Canale delle Vignole: lontani i tempi, ahinoi, in cui le sue rive, oggigiorno riservate perlopiù all’ormeggio delle “house boat” , venivano letteralmente prese d’assalto, ad ogni ora del giorno durante la bella stagione, dalle imbarcazioni grandi e piccole dei numerosi veneziani che erano soliti recarsi alle Vignole con la prospettiva certa, al di là di un sano e gradito relax all’aria aperta e al sole, di poter degustare le tipiche e rare ghiottonerie della nostra tradizione gastronomica nella vecchia osteria situata nei pressi dell’imbarcadero Actv. Ora chiusa da tempo, e non certo a caso, dal momento che i turisti imbarcati nelle “house boat”, godendo fra l’altro della possibilità di cucinare da sé a bordo di esse, non hanno mai costituito, ovviamente, una valida alternativa alla numerosa clientela autoctona precedente il loro arrivo.
Venezia Ieri & Oggi.
2) RICORDI DELLE VIGNOLE DELLA MIA GIOVINEZZA
La chiesetta dell’isola delle Vignole da me fotografata almeno un paio di decenni or sono, quando l’isola, rispetto a oggi, offriva ancora più di un motivo per essere indotti a recarvisi: non fosse, almeno per quanto mi riguarda, per un paio di osterie allora esistenti, in cui amavo cicchettare o mangiare alla casalinga a prezzi modici, e oggi, purtroppo, una scomparsa e l’altra trasformata in un ristorante in cui occorre assolutamente prenotare e dai prezzi tutt’altro che modici.
Enzo Pedrocco
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Hanno provato a sostituire Tony con un ristorante nuovo, cinque giovani pieni di entusiasmo… ma dopo pochi mesi hanno alzato le mani. Ora tutto è chiuso. La verità è che senza Tony e la sua cucina non si fa niente. Ma il tempo passa, e anche noi. Basta con il “come eravamo”: meglio scrivere di come siamo oggi, con la stessa età e la stessa voglia di capire il presente, non solo di rimpiangerlo.
e sì…. vignole vece e vignole nove….due osterie. Ai tempi della mia gioventù, parecchio tempo fa, i motori rari, andavamo sempre in laguna in sandolo a remi e spesso, partendo da zona riva de biasio, ci spingevamo nelle barene intorno Burano e S.Erasmo a pesca, passarini, bisati, gò, in autunno inverno (de fraima) nei giorni di festa da scuola. Spesso ci recavamo in compagnia anche a S.Erasmo alla famosa “baracca” da Pagnin, (secondo la stagione: bovoleti, garusi, castraure, mezzi vovi, fiori de suca friti, sardele in saor, pesseti friti, salame, fondi, ecc. da bere vini isolani: raboso e dorona). Con questo turismo, come si dice “di massa”, pochi ci guadagnano e molti ci rimettono , in termini di vivibilità, ambiente, cultura popolare. Dall’altra parte molti giovani veneziani di oggi scorrazzano in laguna su barchini con i 40 elaborati e la discoteca a bordo, senza capire niente.