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“Prego biglietto?”: verificatrice aggredita da passeggero sul tram T2

Un nuovo episodio di violenza ha coinvolto il personale di verifica Actv, riportando al centro del dibattito la sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico locale. Nella mattinata di ieri, attorno alle 8.30, una verificatrice in servizio sul tram T2 è stata aggredita da un passeggero sprovvisto di biglietto all’altezza di via Olivi, nel centro di […]

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Un nuovo episodio di violenza ha coinvolto il personale di verifica Actv, riportando al centro del dibattito la sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico locale. Nella mattinata di ieri, attorno alle 8.30, una verificatrice in servizio sul tram T2 è stata aggredita da un passeggero sprovvisto di biglietto all’altezza di via Olivi, nel centro di Mestre.

Secondo la ricostruzione la dipendente stava effettuando i controlli di routine quando ha chiesto a un passeggero di esibire il titolo di viaggio. L’uomo, privo di biglietto, ha reagito con violenza: prima le ha strappato dalle mani il blocchetto delle sanzioni e poi l’ha afferrata per i capelli, spingendola e trascinandola davanti agli altri passeggeri. Alcuni viaggiatori sono intervenuti per bloccare l’aggressore, mentre la verificatrice ha allertato la centrale operativa. Alla fermata successiva, gli agenti della Polizia Locale, già avvisati, sono saliti sul mezzo e hanno identificato l’uomo, raccogliendo anche le testimonianze dei presenti.

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Scopri come fare

La dipendente, visibilmente scossa ma fortunatamente senza gravi conseguenze fisiche, è stata accompagnata nella sede Actv per accertamenti e ha poi ripreso regolarmente servizio. L’uomo, già fermato dai colleghi della donna, è stato multato e identificato. Resta ora da capire se la lavoratrice intenda sporgere denuncia.

La nuova aggressione ha suscitato subito reazioni da parte dell’azienda e delle organizzazioni sindacali. In una nota diffusa nel pomeriggio, Actv e l’amministrazione comunale hanno espresso apprezzamento per la professionalità dimostrata dalla dipendente e hanno condannato con fermezza ogni forma di violenza nei confronti degli operatori del trasporto pubblico. L’azienda ha ribadito l’importanza della collaborazione tra forze dell’ordine e servizi di mobilità urbana, definendo l’intervento tempestivo della Polizia Locale un esempio di sinergia efficace.

Dalla Cgil metropolitana di Venezia è arrivata una richiesta di interventi immediati per affrontare quella che viene definita una situazione di crescente insicurezza. Il sindacato ha ricordato come i lavoratori dei servizi pubblici siano sempre più esposti a rischi durante il servizio e ha sollecitato una strategia complessiva di prevenzione che coinvolga istituzioni locali e regionali.

Anche la Cisl Venezia ha espresso solidarietà alla lavoratrice e ha invitato a non sottovalutare il fenomeno delle aggressioni. I segretari Michele Zanocco e Marino De Terlizzi hanno sottolineato la necessità di un quadro normativo più incisivo, che dia maggiore efficacia all’azione delle forze dell’ordine e riconosca una tutela particolare al personale di bordo e agli addetti alle biglietterie, equiparandoli per status giuridico agli operatori dei pronto soccorso in caso di aggressioni verbali o fisiche.

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La questione della sicurezza a bordo dei mezzi Actv è da tempo al centro dell’attenzione. Lo scorso dicembre sindacati e Avm avevano siglato un accordo per potenziare i sistemi di videosorveglianza sui vaporetti e sui bus, prevedendo connessioni dirette con la centrale operativa della Polizia Locale e l’installazione del cosiddetto “panic button” per le emergenze. Nei giorni scorsi, il sindaco aveva annunciato ulteriori misure, tra cui l’introduzione di body-cam per il personale di bordo, già sperimentate in altri contesti, come le Ferrovie dello Stato.

L’adozione delle telecamere personali resta però un tema controverso. Da Avm è stato ricordato che le body-cam non rientrano ancora nel protocollo della sicurezza siglato in Prefettura e che sarebbe necessario un accordo sindacale per introdurle, nel rispetto della normativa sul controllo dei lavoratori prevista dallo Statuto dei lavoratori. Nonostante ciò, l’azienda si è detta disponibile a proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali per individuare soluzioni condivise.

La serie di episodi di violenza, culminata con l’aggressione di via Olivi, sta spingendo le istituzioni e i rappresentanti dei lavoratori a chiedere una risposta più ampia e strutturata. L’obiettivo, condiviso da più parti, è garantire maggiore sicurezza per il personale e per i passeggeri, attraverso un rafforzamento della prevenzione, un miglior coordinamento tra azienda e forze dell’ordine e l’introduzione di strumenti tecnologici di supporto.

Germano Mastrovero
Germano Mastrovero
Sono lombardo, ma sono innamorato della nostra città. Scrivo per passione. germano_m@lavocedivenezia.it
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5 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. ma vi pare normale vi pare un paese civile sta poveraccia perche sto criminale vada in galera deve sporgere denuncia..legge cartabia…in automatico dovevano portarlo in questura e invece no hanno fatto una legge ad hoc per i delinquenti…io penso fosse uno straniero un magrebino passavo di la proprio a quell’ora e ho visto la polizia ferma con un uomo ….

  2. qualsiasi sistema di sicurezza di quelli ventilati non sarà mai in grado di proteggere gli addetti da eventuali aggressioni in quanto inevitabilmente qualsiasi intervento non può che avvenire in un tempo successivo, anche se relativamente breve, ma sempre ad aggressione ormai avvenuta. Mi ricordo, in epoche ahimè remote, che ai tempi dell’ACNIL, talvolta salivano a bordo i famosi controllori. Questi erano di norma due omoni grandi e grossi e inevitabilmente suscitavano “un certo rispetto”. Quindi, visto che in Italia esiste un esercito di “bodyguard” o guardie del corpo, a protezione di papi, politici, giudici, collaboratori di giustizia, presidenti, ecc., fisicamente molto prestanti, secondo me i cosiddetti “verificatori” dovrebbero assumere delle caratteristiche tali da suscitare almeno quel certo “rispetto” da parte di eventuali malintenzionati.

    • perché nella segnalazione che ci è giunta non era riportata e da noi si pubblicano solo dati confermati ufficialmente. Ovviamente non è obbligato a leggere la notizia qui. La redazione

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