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Incidente nautico a Venezia oggi giovedì 2 ottobre. Intorno alle 15:15, nel cuore del Bacino di San Marco, proprio di fronte allo storico Hotel Danieli, si è verificato un incidente che ha visto coinvolti un vaporetto dell’ACTV e un taxi acqueo a noleggio. L’impatto, fortunatamente avvenuto a bassa velocità, non ha provocato feriti, ma ha riportato alla ribalta il tema della sicurezza della navigazione in una delle aree più frequentate e delicate della città.
Secondo le prime ricostruzioni, per cause ancora da chiarire, il mezzo del trasporto pubblico locale ha urtato la poppa del taxi acqueo, distruggendola quasi completamente. A bordo del vaporetto non si sono registrati danni né conseguenze per i passeggeri, mentre il conducente del taxi, soccorso immediatamente dai Vigili del fuoco, non ha riportato ferite e non ha avuto bisogno di cure mediche.
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Scopri come fare
Le conseguenze per l’imbarcazione privata, invece, sono state più gravi, come si può vedere dalla foto. Con l’ausilio di una gru, i Vigili del Fuoco hanno provveduto a mantenere in galleggiamento l’imbarcazione danneggiata, successivamente issata fuori dall’acqua per scongiurarne l’affondamento. Sul posto presenti anche la Capitaneria di Porto e le Forze dell’Ordine.
I Vigili del fuoco sono intervenuti con un’Autopompa Lagunare e il nucleo regionale dei sommozzatori per garantire la sicurezza dell’area e prevenire ulteriori rischi.
L’episodio, sebbene senza conseguenze per le persone, ha immediatamente riacceso il dibattito sulla sicurezza della navigazione nella laguna di Venezia, e in particolare nel Bacino di San Marco, uno degli snodi più trafficati della città. In quell’area, ogni giorno, transitano centinaia di imbarcazioni: dai vaporetti di linea ai taxi acquei, fino alle gondole e alle barche private, tutte costrette a condividere spazi stretti e manovre spesso complesse. La presenza contemporanea di mezzi di dimensioni e velocità diverse rende inevitabilmente più alto il rischio di incidenti, anche quando le imbarcazioni procedono a bassa andatura.
Non è la prima volta che un episodio di questo tipo solleva preoccupazioni. Negli ultimi anni si sono registrati altri incidenti o sfiorati scontri in laguna, soprattutto nelle zone di maggiore concentrazione turistica. Il tema della sicurezza si intreccia anche con quello della regolamentazione del traffico acqueo, della formazione dei conducenti e dell’eventuale necessità di introdurre ulteriori misure di prevenzione, come percorsi separati o sistemi di monitoraggio più stringenti.
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interessanti argomenti di discussione raccolti tra le voci del popolo veneziano:
indovina chi,
patenti facili o comprate in papuasia,
parte dei conducenti sono passati dalla vanga al motoscafo,
la gran parte ignora totalmente cosa sia la navigazione marittima,
chiedere se sanno cosa sia una gassa damante, o i gradi di visibilità dei fanali di via,
sniffa, sniffa,
sempre al telefonino
evasione normale
lobby protette dalla nomenklatura (con 300 preferenze sei in consiglio comunale, con la lista giusta eh)
nessun doveroso controllo antidoping a sorpresa,
licenza pubblica comunale ereditaria (!!!)
il giovane sostituto pagato 1.500 euro a settimana mentre il titolare prende il sole da povero a Sharm, incassando automaticamente i rimanenti miseri 5.000 settimanali,
ah però!!
di cosa stiamo parlando?
ahi Venezia, vituperio delle genti!!
Analisi lucida e obiettiva. I risultati sono sotto gli occhi di tutti
Hai ragione El Gobo, chi era al telefonino? Forse il pilota, forse il sindacato, forse l’algoritmo che decide le rotte in base ai like. Ogni giorno assistiamo alla stessa scenetta: piloti che governano il vaporetto con una mano sola, l’altra impegnata in una chiamata mistica o scrollando il meteo su TikTok. Io da Fondamenta Nuove ho fatto tutto il viaggio così, con il pilota in modalità “multitasking spirituale”. Anche all’arrivo al cimitero, manovra d’attracco con una sola mano—l’altra probabilmente cercava il GPS dell’aldilà. Alle mie dimostranze? Mi ha mandato a ca**re. Educazione da banchina, evidentemente. Quindi sì, mettiamoci le webcam anche sui mezzi pubblici. E se i sindacati non vogliono, vadano pure con la flotilla. Così almeno li vediamo mentre si autodifendono in diretta.
Mai visto neanche un taxista al telefono, neanche in rio ad un metro dalla poppa mentre vogo. Mai visto tagliare la rotta ad un mezzo pubblico che ha dovuto fare indietro tutta per evitarlo. I piloti sono sempre più ciosoti, i taxisti sempre più campagna, mix perfetto per affondare una civiltà millenaria, in modo più chirurgico ed efficace di un bombardamento. AUUUUUUH guri!
Chi era al telefonino,?