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E’ stata una giornata di tensione in Italia e nel mondo, ma quando la tensione ha attraversato Marghera per circa 15 mila manifestanti, provenienti dal Veneto e da altre regioni, che hanno preso parte a un corteo organizzato da centri sociali e sigle sindacali con l’obiettivo di raggiungere il porto e bloccare le attività commerciali legate ai traffici con Israele, è intervenuta la polizia. La manifestazione, iniziata in mattinata e durata diverse ore, ha provocato forti disagi alla viabilità e richiesto un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine.
L’avvio del corteo
Il raduno è iniziato intorno alle 10 a piazzale Giovannacci, a Marghera. In testa si sono schierati i centri sociali Morion di Venezia, Pedro di Padova, Django di Treviso, Bocciodromo di Vicenza e Bruno di Trento. Alle loro spalle, sindacalisti, famiglie e gruppi di studenti. Gli organizzatori avevano annunciato da giorni l’intenzione di puntare allo scalo lagunare, dichiarando di voler fermare partenze e arrivi di navi dirette o provenienti da Israele.
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Scopri come fare
Il corteo, guidato da un furgone con impianti audio e bandiere, ha attraversato via Durando, via Fratelli Bandiera e via delle Macchine, dirigendosi verso il varco portuale di via dell’Azoto. Alle 11, la testa della manifestazione ha raggiunto i caselli di accesso allo scalo, mentre la coda era ancora distante circa due chilometri.
Il confronto al varco
Ad attendere i manifestanti, un imponente schieramento predisposto dalla Questura: grate di sicurezza, agenti in tenuta antisommossa, blindati e idranti. La zona era stata blindata già nelle ore precedenti per prevenire tentativi di ingresso non autorizzato.
Alcuni attivisti hanno scavalcato i blocchi in cemento e si sono arrampicati su un fabbricato, da cui hanno esposto bandiere palestinesi e acceso fumogeni. Intanto, il grosso del corteo ha continuato a occupare le carreggiate circostanti, intonando cori e mostrando striscioni contro le operazioni militari israeliane a Gaza.
Mentre famiglie e manifestanti meno giovani hanno iniziato a defluire verso il centro città, la parte più radicale del corteo è rimasta a ridosso dei varchi. Verso le 14, i gruppi più vicini alla linea delle forze dell’ordine hanno tentato un avanzamento. È stato allora che gli idranti sono stati azionati, costringendo i manifestanti ad arretrare di alcune decine di metri. Molti si sono seduti sull’asfalto con le mani alzate, determinando una temporanea stabilizzazione della situazione.
Disagi e tensioni
Il blocco ha avuto conseguenze significative sul traffico: due uscite della tangenziale sono state chiuse e si sono formate code chilometriche, con rallentamenti anche lungo le strade di accesso a Marghera. Alcuni mezzi pesanti sono rimasti fermi per ore lungo le principali arterie, presi di mira da scritte e verniciature da parte di gruppi di attivisti.
Intorno alle 15, la pioggia ha contribuito a sciogliere la concentrazione dei manifestanti, che hanno ripreso la marcia in direzione del centro di Marghera. Durante il rientro, si sono registrati ulteriori momenti di tensione, in particolare quando un camion appartenente a una compagnia israeliana è stato oggetto di contestazioni e imbrattamenti. La polizia è intervenuta per evitare scontri diretti con l’autista.
La chiusura della protesta
Dopo circa cinque ore, la manifestazione si è progressivamente conclusa. Molti partecipanti hanno fatto ritorno alle proprie città, mentre altri si sono spostati verso il centro sociale Rivolta e successivamente a Padova, dove nel pomeriggio si è svolto un altro corteo. Parallelamente, a Venezia, alcuni studenti hanno occupato la sede universitaria di Ca’ Foscari, in segno di solidarietà con la causa palestinese.
Il bilancio della giornata registra quindi una mobilitazione imponente, caratterizzata da momenti di tensione ma senza scontri fisici diretti. La Questura, che aveva predisposto un dispositivo di sicurezza già nei giorni precedenti, valuterà nelle prossime ore eventuali provvedimenti nei confronti dei manifestanti che hanno forzato i blocchi.
Una mobilitazione che continua
La protesta di Marghera si inserisce nel più ampio quadro delle mobilitazioni che nelle ultime settimane hanno interessato diverse città italiane ed europee, con iniziative di boicottaggio dei traffici commerciali legati a Israele e manifestazioni contro le operazioni militari a Gaza.
La giornata di ieri ha dimostrato la capacità di richiamo dei centri sociali del Nordest, capaci di mobilitare migliaia di persone in poche ore, ma anche la delicatezza della gestione dell’ordine pubblico in aree strategiche come il porto di Venezia.
Al termine della manifestazione, le strade di Marghera hanno visto il lento defluire di bandiere, striscioni e cartelli. Restano però gli effetti di un blocco che, pur senza degenerare in scontri, ha paralizzato per ore il traffico locale e messo sotto pressione uno snodo commerciale di rilevanza internazionale.
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Plauso e solidarietà alle forze dell’ordine che hanno avuto oltre 60 feriti negli scontri con questi ” pacifisti”