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Il Venezia pareggia a Pescara: finisce 2-2, rimpianti arancioneroverdi.
Un pareggio che sa di sconfitta, quello maturato all’Adriatico. Il Venezia di Giovanni Stroppa, avanti di due reti a dieci minuti dalla fine, si fa rimontare da un Pescara mai domo e capace di agguantare il 2-2 al fotofinish. Un risultato che lascia l’amaro in bocca ai lagunari, costretti a fare i conti con la prima vera battuta d’arresto di un campionato che non ammette leggerezze.
La sensazione è chiara: chi punta al ritorno immediato in Serie A non può permettersi cali di concentrazione simili. Non a settembre, e men che meno in trasferta contro una neopromossa che fino a ieri non aveva raccolto punti. Il bicchiere resta mezzo pieno per la prestazione, discreta per larghi tratti, ma il peso dei due punti sfumati rischia di farsi sentire strada facendo.
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Il copione del match sembrava scritto. Venezia in controllo già dalle prime battute, grazie alla regia ordinata di Duncan e alle accelerazioni di Doumbia, capace di procurarsi il rigore trasformato al 20’ da Adorante, al suo primo centro in arancioneroverde. Il vantaggio legittimava quanto visto sul campo: solidità, ritmo e qualche buona occasione sprecata, come la doppia chance divorata dallo stesso Doumbia.
Nella ripresa la squadra di Stroppa ha trovato anche il raddoppio con Fila, subentrato con impatto positivo e autore del momentaneo 2-0 al 66’. Sembrava il colpo del ko, quello in grado di chiudere la pratica e consegnare al Venezia tre punti pesanti. Invece, come spesso accade in Serie B, il match ha preso una piega inattesa.
Il merito va dato al Pescara, bravo a non mollare la presa e a trovare la forza della rimonta grazie ai cambi di Vivarini. A riaprire la sfida è stato Olzer al 79’, con una rasoiata dal limite che ha sorpreso Stankovic. L’Adriatico si è acceso e i biancazzurri hanno iniziato a crederci davvero. Il finale, incandescente, ha visto i lagunari smarrirsi proprio quando serviva lucidità: al 91’, Di Nardo ha svettato in area trovando il colpo di testa del 2-2, che ha fatto esplodere di gioia i tifosi abruzzesi e gelato i 208 supporter veneziani presenti sugli spalti.
Una beffa, ma non solo. Perché se il pareggio può sembrare un incidente di percorso, l’impressione è che serva qualcosa in più per reggere il passo delle rivali più attrezzate. Stroppa, a fine partita, non ha nascosto la sua amarezza: «Sul 2-0 sembrava chiusa, invece ci siamo rilassati. Abbiamo concesso due gol che potevamo evitare, i demeriti sono nostri. Il gruppo lavora bene e sa soffrire, ma dobbiamo imparare a gestire meglio certe situazioni».
Un’analisi lucida che fotografa il momento. Il Venezia ha qualità, ma la Serie B insegna che nessuno regala nulla, nemmeno quando il vantaggio sembra rassicurante. La squadra ha sprecato troppo nel primo tempo e non ha saputo chiudere la partita, lasciando spazio a un Pescara coraggioso, che ha approfittato di ogni disattenzione per cancellare lo zero in classifica.
In termini di classifica, il Venezia resta imbattuto ma con soli cinque punti raccolti nelle prime tre giornate e la sensazione di aver lasciato per strada occasioni preziose. La corsa verso l’obiettivo Serie A è lunga e difficile, e ogni passo falso pesa. Da qui la necessità, già dalla prossima uscita, di mostrare maggiore cattiveria agonistica e continuità per non trasformare i rimpianti di settembre in rimorsi primaverili.
Per il Pescara, invece, il 2-2 vale come una vittoria. Una rimonta che dà morale e ossigeno a un gruppo ancora in costruzione, ma che ha dimostrato di avere carattere e voglia di lottare fino all’ultimo.
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