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Venezia, come eravamo
<< MA VA A NUAR CO EA TOA >> !
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Scopri come fare
Foto della fine dell’ Ottocento – reperita fortuitamente in Internet – che documenta come, un tempo, i bambini veneziani imparassero a nuotare nei canali e rii del centro storico aiutandosi in genere con un’asse di legno: la stessa che le loro mamme adoperavano per lavare i panni della famiglia.
Di qui, ancorché oggi nessun bambino lo faccia più, preferendo salvagenti e ciambelline gonfiabili al mare o in piscina, un’espressione dialettale ancora in uso a Venezia, quantomeno tra i più anziani, per mandare a quel paese qualcuno o per rimproverargli di aver affermato una balla, una castroneria… eccetera: “Ma va a nuar co ea toa”!
Enzo Pedrocco
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Lo stesso vale per la L di toLa.
Più che balla o castroneria era usato per prendere in giro uno che non era capace di fare bene una cosa elementare come saper nuotare a Venezia.
Comunque era un metodo usato per imparare a nuotare migliore della corda legata sotto i “scagi”.
La L di La e di gola andrebbe scritta con un trattino al centro, ma non si trova nella tastiera italiana del telefono. Boerio docet…
la pronuncia è una cosa la scrittura è un’altra. es. elementare : “barbaria de le tole” …..ma le elle nella vulgata non le pronunci.
(vedere nizoleto)
per quanto riguarda la lingua veneziana, al fine di non scrivere strafalcioni, suggerisco sommessamente di andare a leggere ad esempio “I rusteghi” di Carlo Goldoni commedia appunto in veneziano e pubblicata in varie edizioni, ad es. anche da Einaudi.
Ma ea non sta per”quella”.Eo,lui,ea lei,ma anche quello è quella…
Quello = quéo
Quella = quéa
Lei = ea
Lui = ha due forme, cioè iu e eo
E congiunzione va senza accento
scritto in veneziano corretto: …..va a nuar co la tola. Suggerisco la visione del corto anni ’50 : “i nua” su Youtube, raccontato dal grande Cesco Baseggio