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“Acque Calme a Venezia”, la soddisfazione del ‘Gruppo Insieme’ (canottieri e vela). Lettere al giornale

“Acque Calme a Venezia”, il ‘Gruppo Insieme’ (canottieri e vela) dalla parte del principio assoluto di navigazione sicura. ACQUE CALME – SI COMINCIA – Venezia, 04 agosto 2025 Il Gruppo Insieme contro il moto ondoso esprime la propria soddisfazione per quanto finalmente sta accadendo nel canali interni della città, il buon senso ritrovato permetterà alla […]

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“Acque Calme a Venezia”, il ‘Gruppo Insieme’ (canottieri e vela) dalla parte del principio assoluto di navigazione sicura.

ACQUE CALME – SI COMINCIA – Venezia, 04 agosto 2025

Il Gruppo Insieme contro il moto ondoso esprime la propria soddisfazione per quanto finalmente sta accadendo nel canali interni della città, il buon senso ritrovato permetterà alla città di salvarne il patrimonio e il concetto primordiale per cui Venezia è stata concepita.

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Scopri come fare

Nulla è stato stravolto, si è semplicemente messo in atto ciò che doveva essere fatto da 50 anni a questa parte, le controversie non hanno fatto altro che contribuire al perfezionamento di una legge che permettesse di salvare la città da una speculazione selvaggia e non più tollerabile.

Siamo e saremo sempre al fianco di tutte quelle amministrazioni che sosterranno il principio assoluto di navigazione sicura e salvaguardia del complesso strutturale cittadino, dei palazzi, delle fondazioni, delle rive e di tutto l’ambiente lagunare.

Abbiamo dettato un’agenda di proposte sia all’amministratore locale che a quella regionale che preveda ora un nuovo piano di trasporto delle merci, creando un interscambio che riprogrammi un distributivo organizzato.
Le contestazioni sono solo un pretesto per continuare a spremere un sito sull’orlo del collasso e le categorie coinvolte avrebbero dovuto essere in prima linea ad esprimere preoccupazione per un sistema che in pochi anni avrebbe portato a prendere decisioni molto più drastiche.

Ora è il tempo di rimboccarsi tutti le maniche, amministratori in primis, e studiare nuove soluzioni per diminuire il traffico acqueo disorganizzato, le soluzioni ci sono, basta metterle in atto.

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I piagnistei finiranno quando finalmente anche chi è un po’ duro a comprendere verrà illuminato dalla visione di una Venezia ritrovata.

P.S.: Riteniamo comunque utile chiarire che per poter pensare di modificare gli attuali limiti, di fatto già aumentati dal 15 fino al 60% dalla normativa attuale (tolleranza) e dalla modalità d’uso del sistema (arrotondamento), sia necessario prima definire le altezze massime d’onda nelle tipologie di canali interessati dal Si.Sa., attuare quindi un sistema premiale che permetta ai soli mezzi nautici che rispettino l’altezza d’onda massima fissata, compresi i mezzi di Trasporto Pubblico di Linea, di poter derogare dai limiti attualmente in vigore.


Disponibili per qualsiasi chiarimento
I 5 portavoce nominati dalle 42 associazioni:
Associazione Canottieri Giudecca Lucio Conz
Associazione Vela al Terzo Massimo Brunzin
Associazione Voga Veneta Mestre Daniela Costantini
Reale Società Canottieri Bucintoro Francesco Casellati
Reale Società Canottieri F. Querini Marco Ghinami

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11 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Leggendo i commenti precedenti mi vengono in mente due considerazioni. La prima è che nessuno status simbol può dare il diritto di avere delle deroghe per rovinare una città. Se si è Vip e si hanno esigenze e priorità particolari durante la Mostra del Cinema, al Lido è pieno di alberghi prenotabili in caso. Bisogna entrare nell’ottica che Venezia è centro storico. Preso atto di questo, non è possibile pretendere di avere “capra e cavoli”, cioè tutte le peculiarità del centro storico (turismo, rassegne, eventi), senza l’adeguamento a dei limiti di velocità che tutte le città d’arte del mondo possiedono. Roma, Firenze, Catania… Ma anche il più piccolo paese di montagna sperduto… Quando si entra nel loro cuore i limiti in auto vanno dai 50 ai 30 Km orari. È così e nessuno si scandalizza. Certamente andranno pensati mezzi di trasporto pubblici più moderni. Quelli attuali, oltre a sollevare onda, sono ormai datati e inquinanti.

    • Caro Camoma,

      la tua analisi ha un suo fascino, quasi da editorialista del buon senso. Ma come spesso accade, tra il principio e la realtà ci passa un vaporetto pieno di turisti e un motoscafo con tre valigie di marca.

      Chi oggi invoca il ritorno ai remi spesso lo fa da una terrazza con vista Canal Grande, sorseggiando prosecco biologico e sognando una Venezia da film d’epoca. È la sinistra radical-chic che ama le ZTL a pagamento, ma poi si lamenta se il vaporetto impiega 40 minuti per arrivare al Lido. E allora, perché non cambiare strategia?

      Vietiamo le barche a remi nel centro storico — così evitiamo le collisioni con i selfie stick — e lasciamo le barche a remi solo dietro la Giudecca, Murano, Burano e il Lido. In quei luoghi chi vuole vivere nel passato potrà remare in pace, lontano dal caos moderno. Un po’ come un museo vivente, ma senza biglietto d’ingresso.

      Con rispetto e una remata ironica

    • Chi oggi invoca il ritorno ai remi spesso lo fa da una terrazza con vista Canal Grande, sorseggiando prosecco biologico e sognando una Venezia da film d’epoca. È la sinistra radical-chic che ama le ZTL a pagamento, ma poi si lamenta se il vaporetto impiega 40 minuti per arrivare al Lido. E allora, perché non cambiare strategia?

      Vietiamo le barche a remi nel centro storico — così evitiamo le collisioni con i selfie stick — e lasciamo le barche a motore solo dietro la Giudecca, Murano, Burano e il Lido. In quei luoghi chi vuole vivere nel passato potrà remare in pace, lontano dal caos moderno. Un po’ come un museo vivente, ma senza biglietto d’ingresso.

      Con rispetto e una remata ironica

  2. A settembre ci sarà la mostra del cinema,poi ne parleremo,spegneranno tutte le telecamere come hanno fatto sempre,
    Non credo che un artista accetti di stare in un taxi per 30-40 minuti per arrivare al Lido

  3. Dalle terrazze sul Canal Grande è facile applaudire alle vele al terzo e ai remi, ma poi quando si tratta di muoversi davvero, si preferisce il comfort di un Riva Superaquarama. Ieri, per tornare a casa, ho dovuto cambiare tre vaporetti: tutti lentissimi, e le coincidenze saltano. Questo non è un problema per chi può chiamare il taxi sotto casa e andare a vogare dietro la Giudecca. La navigazione sostenibile è un obiettivo nobile, ma serve anche un sistema di trasporto pubblico efficiente per chi non ha alternative. Altrimenti, il rischio è che Venezia diventi vivibile solo per chi può permetterselo.

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