5 x 1000
Homegrande caldoSi muore di caldo, decine di segnalazioni. Firmato il nuovo protocollo per...

Si muore di caldo, decine di segnalazioni. Firmato il nuovo protocollo per il lavoro a temperature estreme

È stato firmato al Ministero del Lavoro un nuovo Protocollo operativo per fronteggiare gli effetti delle condizioni climatiche estreme sul mondo del lavoro. La ministra Marina Elvira Calderone ha siglato l’accordo insieme alle associazioni di categoria e alle parti sociali, in risposta a un’estate che si sta confermando tra le più drammatiche degli ultimi anni […]

Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!

Clicca qui e iscriviti subito

Gratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!

È stato firmato al Ministero del Lavoro un nuovo Protocollo operativo per fronteggiare gli effetti delle condizioni climatiche estreme sul mondo del lavoro. La ministra Marina Elvira Calderone ha siglato l’accordo insieme alle associazioni di categoria e alle parti sociali, in risposta a un’estate che si sta confermando tra le più drammatiche degli ultimi anni per numero di vittime e impatto sul sistema produttivo.

Un nuovo strumento per tempi eccezionali

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.

Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274

Scopri come fare

Il Protocollo introduce misure straordinarie per tutelare i lavoratori esposti a temperature elevate, garantendo al contempo la continuità delle attività produttive in condizioni di sicurezza. Il punto centrale dell’intesa è l’attivazione automatica e semplificata della cassa integrazione nei casi di sospensione o riduzione dell’orario lavorativo dovuta al caldo eccessivo. Il meccanismo sarà esteso anche ai lavoratori stagionali, senza che le ore di cassa vengano conteggiate nel limite massimo di durata previsto dalla normativa ordinaria.

Si tratta di un passo decisivo per bilanciare esigenze di produttività e tutela della salute, in un contesto in cui gli effetti del cambiamento climatico diventano sempre più concreti e letali. “Bisogna adattarsi a una realtà ormai inevitabile,” ha dichiarato il capo della Protezione Civile, sottolineando come “un’estate come quella attuale sia destinata a diventare la nuova normalità”.

Lavorare all’alba per evitare l’inferno pomeridiano

L’adattamento passa anche da un ripensamento radicale dell’organizzazione del lavoro. Si parla già di turni che potrebbero iniziare alle 5 del mattino, per sfruttare le ore più fresche della giornata. Una misura estrema, ma sempre più necessaria, visto l’incremento dei casi di malori e decessi legati al caldo.

5 x 1000

La cronaca degli ultimi giorni è impietosa: in Sardegna, due turisti sono morti a poche ore di distanza l’uno dall’altro. Il primo, un uomo di 75 anni originario di Terni, è deceduto sulla spiaggia di Budoni; il secondo, Bruno Rossi, 57 anni, residente a San Pietro di Feletto (Treviso), è morto per un arresto cardiaco fulminante mentre si trovava a Lu Impostu, sempre nel nord dell’isola.

A Genova, un anziano di 85 anni ricoverato per disidratazione è deceduto per scompenso cardiaco. Sull’A4, tra Sirmione e Peschiera del Garda, un camionista di 70 anni è stato ritrovato privo di vita nel suo mezzo: anche in questo caso, non si esclude che le temperature estreme siano state fatali. Le vittime, come spesso accade, sono le più fragili: anziani, persone con patologie pregresse e lavoratori esposti.

Le regioni corrono ai ripari

Alcune amministrazioni locali stanno già intervenendo con misure specifiche. Il Piemonte, ad esempio, ha deciso di estendere le tutele previste dalle ordinanze anti-caldo anche ai rider, spesso costretti a lavorare in condizioni estreme senza una reale protezione.

Ma il problema non riguarda solo l’Italia. L’emergenza è ormai pane quotidiano per tutta l’Europa meridionale, dalla penisola iberica ai Balcani.

La tragedia è europea: l’Europa brucia

In Spagna, un agricoltore di 32 anni e un operaio di 45 sono morti a causa di un incendio nella provincia catalana di Lleida, dove le fiamme hanno devastato oltre 55 chilometri quadrati di terreno, costringendo 20mila persone a rimanere in casa. A Tarragona, un bambino è morto per un colpo di calore dopo essere stato lasciato in auto. A Plasencia, in Estremadura, un uomo di 67 anni è deceduto per le alte temperature. E a Cordoba, in Andalusia, un anziano di 75 anni ha perso la vita per un colpo di calore.

In Francia, una bambina americana di 10 anni è morta per infarto nel cortile della Reggia di Versailles. La piccola, affetta da problemi di salute pregressi, non ha resistito all’ondata di calore. Due i decessi finora confermati dal governo francese, che ha lanciato l’allerta in numerose regioni. Oltre 300 persone sono state soccorse dai vigili del fuoco solo negli ultimi giorni.

In Germania si sono toccati i 38 gradi a Berlino. Le autorità hanno emesso allerte per rischio calore, mentre le ferrovie tedesche (Deutsche Bahn) hanno annunciato ritardi e limitazioni a causa del rischio di deformazioni dell’asfalto. Nel nord-ovest del Paese, da Colonia ad Amburgo, si prevedono forti temporali con grandine e venti fino a 120 km/h.

In Belgio, persino l’Atomium, il celebre monumento di Bruxelles, è stato temporaneamente chiuso al pubblico per motivi di sicurezza legati al caldo.

Le cifre di una strage silenziosa

Secondo i dati della Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (SIMEU), nelle grandi città italiane come Milano, Firenze e Napoli si è registrato un aumento del 10% degli accessi in pronto soccorso, legati principalmente a colpi di calore, disidratazione e scompensi cardiaci. Ma il bilancio reale delle vittime potrà essere tracciato solo nei prossimi mesi.

Gli esperti ricordano che l’ondata di calore del 2003 provocò oltre 70.000 morti premature in Europa. Anche nel 2022, un’estate simile costò la vita a 61.000 persone. Le proiezioni per il 2025 non sono meno preoccupanti.

Una sfida da affrontare ora

L’accordo firmato al Ministero del Lavoro è un primo passo. Ma, di fronte a una crisi climatica ormai strutturale, servono strategie di lungo periodo. La revisione degli orari di lavoro, l’adeguamento delle infrastrutture, la formazione dei lavoratori e un piano nazionale di prevenzione sanitaria sono strumenti che non possono più attendere.

Il caldo estremo non è più un’emergenza passeggera. È un nuovo capitolo del nostro tempo. E richiede risposte rapide, coordinate, e soprattutto lungimiranti.

Balzaimo redattore
Balzaimo redattore
Giornalista professionista, pubblica con questo pseudonimo su La Voce di Venezia. redazione@lavocedivenezia.it
LEGGI TUTTO
RIPRODUZIONE VIETATA
sono vietate anche le riproduzioni parziali di titoli, testi, foto, attraverso sistemi automatici (cd aggregatori)

La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. Mi pare più che giusto vista anche l’età sempre più avanzata dalle maestranze e della popolazione in genere .
    Dibattiti feroci animano i social c’è chi mostra pagine di giornali dagli anni 50 in poi con notizie di temperature di 40 gradi e oltre dicendo che ha sempre fatto caldo….. e chi mostra pagine con temperature molto più basse ….
    C’è tanto da chiedersi , da studiare come il clima da continentale a tropicaleggiante possa influire su di noi e una popolazione sempre più anziana

Notizia interessante? Scrivi cosa ne pensi tu...

Scrivi qui la tua opinione
Il tuo nome o uno pseudonimo

Persa qualche notizia? Le ultime:

La Voce di Venezia radio

Se non è partita la musica clicca play sul triangolino in basso
In onda ora
ON AIR NOW
vai alla HOME PAGE