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Venezia
LUCI E OMBRE DELLA SERENISSIMA
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A dispetto del suo maschilismo ante litteram assai diffuso, secondo cui, agli occhi dei maschietti veneziani del tempo, le “doti” che le proprie consorti avrebbero dovuto auspicabilmente possedere erano che piacessero, che tacessero e che stessero a casa – in ossequio all’antico detto veneziano: ” che ea piasa, che ea tasa e che ea staga a casa” – la Serenessima vanta sorprendentemente secondo alcune autorevoli fonti storiografiche, tuttavia, di aver dato al mondo la prima donna laureata.
Link correlato:
https://it.wikipedia.org/wiki/Elena_Lucrezia_Corner
Enzo Pedrocco
Foto: Ritratto di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia (XVIII secolo) di autore sconosciuto
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Durante il periodo della Serenissima le donne avevano un ruolo di grande importanza , non solo per fare figli, ma in assenza del marito in viaggio per l’oriente era la donna a occuparsi della casa e degli affari del “fontego” ….si narra di alcune che addirittura picchiavano qualche cliente che voleva imbrogliarle …..
Una raccolta di leggi fatta dal Daniele Manin mostra che tra uomo e donna nella Serenissima vi fosse più parità che ai tempi moderni
che ia staga a casa chel staga a casa così si dice in veneziano
eo ed ea, aea, aeo, ecc. non esistono nell’idioma veneziano, vedi Goldoni e il Boerio, esistono invece elo, ela, alo, ala, ale, nel parlato in uso a Venezia non si pronuncia più la elle, mentre ancora si pronuncia nel parlato di Pellestrina e Chioggia, conforme all’autentico antico.
grazie Fulvio! Sempre lieti di imparare o correggere errori. La redazione
capisco quello che dice, ma qui non si dovrebbe trattare di elo o ela pronomi personali, bensì di un “la” rafforzativo di verbo dialettale…
‘che la staga a casa’ (nel parlato ‘ea staga’) equivale a ‘che se ne stia a casa’, non ‘che ella stia a casa’…