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Momenti di tensione questa mattina in piazza San Marco, cuore storico e simbolico di Venezia, dove un gruppo di attivisti ha messo in scena una protesta contro il matrimonio del miliardario statunitense Jeff Bezos. L’iniziativa, che si è svolta davanti alla Basilica, ha attirato l’attenzione di turisti e passanti, sorprendendo anche le forze dell’ordine presenti sul posto.
Circa una ventina di manifestanti ha inscenato un finto matrimonio, con due persone vestite da sposi in abiti bianchi che si sono posizionate su un piedistallo improvvisato. Attorno a loro, gli attivisti esponevano cartelli con raffigurazioni di banconote e slogan critici nei confronti del fondatore di Amazon. Alcuni messaggi facevano riferimento anche alla situazione in Medio Oriente, con scritte a favore della pace a Gaza.
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La performance ha preso una piega più agitata quando una ragazza e un ragazzo hanno tentato di arrampicarsi su due dei pali portabandiera situati proprio di fronte alla Basilica. L’intervento delle forze dell’ordine è stato immediato: i due giovani sono stati bloccati e accompagnati al posto di polizia presente nella stessa piazza per l’identificazione. Durante l’azione, i manifestanti hanno opposto una resistenza passiva, sdraiandosi a terra per ostacolare il fermo.
La protesta, battezzata “No Bezos”, si inserisce in una più ampia serie di contestazioni contro le élite economiche globali e la spettacolarizzazione di eventi privati in contesti di grande valore storico e artistico. La presenza in laguna del magnate americano, atteso per una cerimonia esclusiva, ha infatti acceso il dibattito tra residenti e attivisti sulla compatibilità tra eventi di lusso e la fragile identità culturale veneziana.
Le autorità non hanno segnalato ulteriori incidenti, ma restano al lavoro per monitorare possibili sviluppi. Intanto, il gesto degli attivisti riporta l’attenzione sulle tensioni sociali che accompagnano i grandi eventi, e sull’equilibrio sempre più difficile tra turismo, proteste democratiche e rispetto per il patrimonio pubblico.
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