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Covid, perché l’ultima variante preoccupa

Dominante negli Stati Uniti, LP.8.1 fa parte della famiglia JN.1 e mostra un vantaggio evolutivo rispetto ad altre varianti: cosa sappiamo e quali sono i rischi. La pandemia di Covid-19 non è più all’apice dell’emergenza, ma il virus continua a evolversi, generando nuove varianti che sono sempre sotto la costante attenzione della comunità scientifica internazionale. […]

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Dominante negli Stati Uniti, LP.8.1 fa parte della famiglia JN.1 e mostra un vantaggio evolutivo rispetto ad altre varianti: cosa sappiamo e quali sono i rischi.

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La pandemia di Covid-19 non è più all’apice dell’emergenza, ma il virus continua a evolversi, generando nuove varianti che sono sempre sotto la costante attenzione della comunità scientifica internazionale. L’ultima osservata speciale è la variante LP.8.1, che sta rapidamente diventando dominante in diverse parti del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa, passando per l’Asia.

Identificata inizialmente con maggiore chiarezza nel febbraio 2025, LP.8.1 ha mostrato una crescita più rapida rispetto alle altre varianti circolanti. Oggi ha soppiantato la precedente dominante, la XEC, che fino a pochi mesi fa rappresentava il 50% delle sequenze virali rilevate in Europa. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), al 10 maggio LP.8.1 rappresentava circa il 70% dei casi sequenziati negli Stati Uniti.

Una variante “figlia” di Omicron

LP.8.1 appartiene alla vasta famiglia JN.1, la stessa di XEC, e discende da una sottovariante chiamata KP.1.1.3. Secondo il documento dell’Emergency Task Force (ETF) dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA), il primo campione noto di LP.8.1 risale al 1° luglio 2024. Da allora, ha già dato origine a nuove sottovarianti come LP.8.1.1, che potrebbero a loro volta diventare predominanti.

L’albero genealogico del virus rivela che sia LP.8.1 sia XEC derivano dalla linea BA.2.86, una delle “antenate” della famiglia Omicron, già nota per la sua elevata capacità di evasione immunitaria. Rispetto a XEC, LP.8.1 presenta sei mutazioni sulla proteina Spike, che aumentano l’affinità di legame con i recettori cellulari umani. Questo rende la variante più trasmissibile e potenzialmente dotata di un maggiore vantaggio evolutivo.

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Inoltre, LP.8.1 ha dimostrato una notevole capacità di evasione dell’immunità umorale, il che potrebbe ridurre l’efficacia degli anticorpi generati da infezioni pregresse o da alcuni vaccini.

I vaccini futuri la prenderanno di mira

Proprio in virtù di queste caratteristiche, l’EMA ha raccomandato che i vaccini per la campagna di immunizzazione 2025-2026 siano mirati a LP.8.1. La scelta si basa su un’analisi comparativa con altri sottolignaggi emergenti della famiglia JN.1, come MC.10.1, NP.1, LF.7 e le loro varianti derivate. Sebbene alcune di queste mostrino una maggiore evasione immunitaria, LP.8.1 sembra rappresentare il miglior compromesso tra trasmissibilità, diffusione e adattamento evolutivo.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha incluso LP.8.1 nella lista delle “varianti sotto monitoraggio” (VUM) già a inizio febbraio. Tuttavia, sulla base delle informazioni disponibili, l’agenzia ha valutato come basso il rischio aggiuntivo per la salute pubblica a livello globale. L’OMS ha inoltre sottolineato che è improbabile che la diffusione di LP.8.1, da sola, possa gravare ulteriormente sui sistemi sanitari nazionali, soprattutto considerando che i vaccini attuali e futuri dovrebbero mantenere una buona reattività crociata contro la malattia sintomatica e grave.

Sintomi e quadro clinico

Ad oggi, LP.8.1 non sembra causare sintomi più gravi rispetto ad altre varianti Omicron. I quadri clinici restano sovrapponibili: febbre, tosse, affaticamento e, nei casi più severi, problemi respiratori. Tuttavia, l’aumento dei contagi resta un elemento da monitorare attentamente, soprattutto in vista dei mesi autunnali.

Con la crescita continua di LP.8.1 a livello globale, gli enti regolatori e la comunità scientifica mantengono alta l’attenzione: il virus cambia, e con esso deve adattarsi anche la strategia di prevenzione.

Federico Fortesa
Federico Fortesa
Non sono un giornalista, sono informatico ma il web è il mio mondo e le etichette non mi piacciono... Amo stare tra la gente e seguo tutti gli eventi e gli appuntamenti che posso. La mia mail qui: federico_f@lavocedivenezia.it
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