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Un medico ha presentato un esposto in procura per sospetto avvelenamento. Il medico che ritiene di esser stato drogato è stato immortalato mentre dormiva su una poltrona del Pronto soccorso la notte del primo maggio, mentre in sala d’attesa si trovavano diversi pazienti. La scena, ripresa da un paziente con un telefono cellulare e rapidamente diffusasi sui social, ha scatenato un acceso dibattito sull’efficienza del sistema sanitario e sulle condizioni di lavoro del personale medico.
“Ritengo che qualcuno abbia inserito ansiolitici, forse benzodiazepine come il Valium, nel mio cibo o nelle bevande”, ha dichiarato il dottore in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno – Puglia. “Non credo siano stati i colleghi medici, ma piuttosto altro personale. Durante la mia lunga carriera non mi era mai successo di addormentarmi durante un turno”.
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Il medico, che presta servizio anche sulle ambulanze del 118 ed effettua turni in diversi ospedali della provincia, sospetta che dietro questi episodi ci siano motivazioni personali. “Penso che si tratti di invidia. Ho tre lauree, sto per conseguire la quarta, e credo che i miei risultati professionali diano fastidio a qualcuno”, afferma. “Per fortuna, la pensione è vicina”.
Non sono mancate però le polemiche. Alcuni lo accusano di aver lavorato fino a 400 ore in un solo mese, in alcuni casi senza pause tra un turno e l’altro, percependo compensi che avrebbero superato i 12 mila euro.
Il diretto interessato respinge le critiche con fermezza: “Quelle ore sono legittime. Chi contesta, probabilmente, lo fa per invidia. Io offro un contributo concreto all’efficienza del sistema sanitario, diversamente da altri”.
Intanto, la ASL di Foggia, competente per territorio, ha avviato accertamenti per fare chiarezza sia sulle dichiarazioni del medico sia sulle condizioni lavorative denunciate.
L’episodio ha riportato all’attenzione il delicato equilibrio tra carichi di lavoro, qualità dell’assistenza e benessere del personale sanitario.
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