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Caro Francesco, mentre riposi e migliaia e migliaia di occhi si posano su di te, si dissetano, ti osservano, ti catturano, voglio raccontarti una fiaba.
C’era una volta un uomo buono, un uomo generoso nei confronti di tutti. Un uomo che si sapeva indignare, commuovere, immedesimare con le persone più sventurate e afflitte, i poveri, i malati, i corpi umani rinchiusi in carcere. Sai, quell’uomo adesso è morto e ora sono certa che ti sarai accorto di come ognuno di noi e di loro, rivendichi l’onore della tua amicizia, di un tuo sguardo, di una sua carezza. E tutti e tutte non rinunciano a parlare di sé, in quanto “Io, sempre lui, l’odioso io di Blaise Pascal prima e di Carlo Maria Gadda dopo, che prevale su tutto. Cercano un attestato che certifichi il loro essere unici e speciali per te, rivendicano somiglianze con le sfaccettature più limpide del tuo cuore, del tuo agire e fare, anche se sono indifferenti alla sofferenza, anche se sono portatori di guerre, anche se lasciano gli immigrati a marcire in mare.
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Scopri come fare
Che fare, si son detti, per succhiarti fino l’ultimo goccio di sangue? Per mettersi una medaglia al petto garante della loro esclusiva amicizia con te? . . . E così avvenne che cercarono migliaia di pavoni e tutti quegli umani hanno staccato le loro penne e se le sono appiccicate in fronte, perché il mondo riconoscesse il loro ambiguo pavoneggiarsi.
E i pavoni? I poveri animali denudati morivano di freddo, magri e improvvisamente invecchiati e malati, urlavano: pietà, pietà di noi. E si sono messi in fila con i pellegrini, per chiedere il tuo aiuto: erano tanti, dimessi, con il capo chino. Sono arrivati a te per ultimi e tu non ci crederai, ma ci devi credere, tu, proprio tu, ti sei alzato dalla bara e li hai chiamati. Hai detto, venite, venite, li hai abbracciati tutti con mani di cielo, hai chiesto grandi coperte e li hai scaldati, e rincuorarti.
Poi hai chiamato gli uomini e le donne e hai ordinato loro di restituire le penne ai pavoni e di curare le loro ferite. Buon viaggio, Francesco.
Andreina Corso
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ma i santi non fanno i miracoli? lui non ne ha fatti boh
“Francesco, santo subito! Ma anche basta con le penne dei pavoni e le coperte celestiali. Se continuiamo così, pure i fenicotteri inizieranno a preoccuparsi per le loro piume. Un po’ di sano realismo, per favore: non tutti possiamo essere santi, e non tutti i pavoni vogliono tornare a sfilare. Buon viaggio, Francesco, ma lascia qualche piuma per noi comuni mortali.”
Un buon pastore oggi sarà salutato da lupi vestiti da agnelli e agnelli che cercano la pace a cui gli altri hanno messo il vestito da lupo ….
Riposa in pace Francesco, speriamo che il tuo successore possa continuare la strada che hai intrapreso