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Graffette di ferro nelle merendine dei bambini, paura a Spinea

Graffette di ferro, quelle che comunemente vengono usate negli uffici per tenere uniti i fogli, all’interno di panini al cioccolato, acquistati in un supermercato e dati come merenda ai bambini, e l’allarme a Spinea si diffonde subito tra i genitori allarmati. Tutto nasce mercoledì, quando uno dei bambini si accorge di qualcosa di strano in […]

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Graffette di ferro, quelle che comunemente vengono usate negli uffici per tenere uniti i fogli, all’interno di panini al cioccolato, acquistati in un supermercato e dati come merenda ai bambini, e l’allarme a Spinea si diffonde subito tra i genitori allarmati.

Tutto nasce mercoledì, quando uno dei bambini si accorge di qualcosa di strano in bocca, mentre sta consumando la merenda. A quel punto sputa in una mano e corre a far vedere il tutto alla mamma. La mamma, però, pensando alle solite esagerazioni fantasiose da bambini, non ha dato peso alla cosa, anche perché si trattava di una merendina confezionata e acquistata in un supermercato, dunque controllata.

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Alla sera, però, il piccolo lamenta mal di pancia. A quel punto la donna comincia a sospettare qualcosa, quindi assaggia una di quelle merendine. Così, subito avviene la scoperta di qualcosa di “duro” tra i denti, quindi “sezionando” la merendina la donna ha scoperto cha all’interno c’erano graffette di ferro da ufficio, aperte per di più, dunque con le punte potenzialmente più esposte in modo pericoloso.

Alla mattina seguente la madre ha portato il figlio, un bambino di cinque anni, al Pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, non prima di aver avvisato gli altri genitori, però, dato che la merenda era stata data ad altri tre bambini che giocavano con il figlio.

Fortunatamente il bimbo non mostrava alcun problema medico perché “la natura aveva già seguito il suo corso” ed i pezzi di ferro erano già stati espulsi. La madre ha poi avvisato del fatto i carabinieri, così al supermercato sono arrivati i NAS per sequestrare il prodotto ritirandolo cautelativamente dalla vendita.

Anche un’altra mamma ha riscontrato pezzi di graffette nelle feci di un altro bimbo, ed è stata un’altra corsa in ospedale con conseguente radiografia che fortunatamente ha escluso danni maggiori.

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Secondo quanto appreso, i “panini al cioccolato” non sarebbero di una “Grande marca”, bensì prodotti e confezionati da un laboratorio che rifornisce il market.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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