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Morte di Liliana Resinovich, svolta nelle indagini

Morte di Liliana Resinovich, svolta nelle indagini dopo che le ultime indicazioni hanno definitivamente infranto le ipotesi di un suicidio. Liliana Resinovich, la donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata priva di vita il 5 gennaio 2022 in un’area boschiva dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste, secondo una recente super perizia condotta da esperti di […]

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Morte di Liliana Resinovich, svolta nelle indagini dopo che le ultime indicazioni hanno definitivamente infranto le ipotesi di un suicidio.
Liliana Resinovich, la donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata priva di vita il 5 gennaio 2022 in un’area boschiva dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste, secondo una recente super perizia condotta da esperti di medicina legale non si è suicidata. Viene confermato invece che la donna sarebbe stata vittima di un omicidio per asfissia. Di fronte a questi nuovi elementi, la Procura ha deciso di riaprire il fascicolo, ora affidato a un nuovo pubblico ministero.

L’elemento determinante per il cambio di rotta nelle indagini è rappresentato dalla relazione medico-legale firmata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, dai medici legali Stefano Tambuzzi e Biagio Eugenio Leone e dall’entomologo forense Stefano Vanin. Gli esperti hanno stabilito che la morte di Liliana Resinovich non è riconducibile a un gesto volontario, ma a un intervento esterno che avrebbe provocato il decesso per soffocamento.

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“Il minuzioso lavoro svolto dai periti impone una profonda rivalutazione dell’intero procedimento”, ha dichiarato il Procuratore facente funzioni di Trieste, Federico Frezza, sottolineando la necessità di nuovi accertamenti e acquisizioni per fare piena luce sulla vicenda. Al momento, il contenuto integrale della perizia non è stato reso pubblico, ma il suo impatto è già evidente: l’inchiesta riparte da zero con una nuova prospettiva investigativa.

Il fascicolo, originariamente aperto con l’ipotesi di sequestro di persona e successivamente archiviato come suicidio nel giugno 2023, è ora tornato sotto la lente degli inquirenti clilianon l’accusa di omicidio. La nuova titolare del caso, il PM Ilaria Iozzi, è già al lavoro per riconsiderare tutti gli elementi raccolti finora e valutare eventuali nuove iscrizioni nel registro degli indagati.

Gli investigatori stanno riesaminando le testimonianze di amici, conoscenti e familiari della vittima, tra cui il marito Sebastiano Visintin e l’amico speciale Claudio Sterpin, entrambi protagonisti di un acceso scambio di accuse e sospetti. Fondamentali anche i dati estratti dai telefoni cellulari di Liliana, che hanno rivelato dettagli sulla sua vita privata, tra cui messaggi in codice con Sterpin e ricerche online su procedure di divorzio.

Al centro dell’attenzione tornano anche gli elementi raccolti durante le prime fasi dell’indagine, come i due sacchi della spazzatura in cui è stato ritrovato il corpo della donna, il cordino che legava i sacchetti al collo e un rotolo di materiale simile sequestrato in casa della coppia. In particolare, la compatibilità di questo elemento con la scena del ritrovamento potrebbe risultare cruciale per gli sviluppi del caso.

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Le reazioni dei familiari e delle persone coinvolte

La riapertura dell’inchiesta è stata accolta con soddisfazione da Claudio Sterpin, che da sempre ha contestato l’ipotesi del suicidio. “Tre anni fa questa era solo un’illazione, ora è realtà. Liliana non poteva essersi tolta la vita, avevamo progetti per il futuro”, ha dichiarato Sterpin, che non esclude di essere incluso tra gli indagati e invita gli inquirenti a considerare tutte le persone che gravitavano attorno alla vittima.

Anche il fratello di Liliana, Sergio Resinovich, si è detto fiducioso: “Finalmente siamo sulla giusta strada. Abbiamo sempre sostenuto che la tesi del suicidio fosse insostenibile. Ora si cercherà la verità vera”.

Più cauto il marito di Liliana, Sebastiano Visintin, che chiede che tutti i soggetti coinvolti vengano ascoltati dagli investigatori. “Non ho nulla da nascondere”, ha affermato Visintin, pur dichiarandosi scettico sulla ricostruzione di un omicidio con un presunto occultamento del corpo. “Non riesco a capire perché qualcuno avrebbe dovuto impacchettarla in quel modo e lasciarla proprio lì”.

La riapertura dell’inchiesta segna dunque un nuovo capitolo in uno dei casi più controversi degli ultimi anni. La Procura è chiamata ora a ricostruire gli ultimi giorni di Liliana Resinovich alla luce dei nuovi elementi emersi, nel tentativo di dare finalmente una risposta definitiva alla sua tragica fine. La verità sembra ora più vicina.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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