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Misteriosa scoperta sulla spiaggia: tra gli scogli e sul bagnasciuga spuntano frammenti d’osso, più precisamente parte di un cranio. Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di ieri lungo l’arenile di Cavallino, nel comprensorio di Cavallino-Treporti. Dagli scogli è infatti emerso quella che sembra essere la parte superiore di un cranio, rimasta sott’acqua per chissà quanto tempo e ora depositato dall’acqua.
L’inquietante ritrovamento è avvenuto sulla spiaggia di Cavallino, nel comprensorio di Cavallino-Treporti, lungo la costa veneziana. Tra gli scogli, accarezzati dalle onde, è emerso un frammento osseo che sembra essere parte della calotta cranica umana, rimasta nascosta sott’acqua per un tempo imprecisato e infine restituita dal mare alla battigia.
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Scopri come fare
A fare la macabra scoperta è stato un turista che, approfittando della giornata di sole, aveva deciso di concedersi una passeggiata lungo il bagnasciuga. Attratto dal riflesso dell’acqua tra le rocce, il suo sguardo è stato catturato da una vista insolita. Avvicinandosi, si è reso conto che si trattava di un frammento osseo. Colto dal sospetto che potesse essere un resto umano, ha immediatamente lanciato l’allarme.
Nel giro di pochi minuti, sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Polizia di Jesolo, supportati da un medico legale, per effettuare i primi accertamenti. L’area è stata isolata e tutti i frammenti sono stati posti sotto sequestro. Gli esperti della Polizia scientifica hanno preso in consegna i resti per analizzarli approfonditamente.
Secondo una prima analisi condotta dal medico legale direttamente sul luogo del ritrovamento, i frammenti apparterrebbero a un cranio umano, con ogni probabilità di un bambino, a giudicare dalle dimensioni. Gli esperti ritengono che si tratti di resti di epoca non recente, probabilmente riemersi a causa delle variazioni di marea che hanno spostato i sedimenti sott’acqua, portandoli in superficie.
Le indagini dovranno stabilire il motivo per cui il frammento di cranio si trovasse lì, l’epoca a cui appartiene e, possibilmente, l’ipotesi della dinamica dell’accaduto. Al momento vi sarebbe una sola certezza: il caso delle “due buranelle scomparse”, Rosalia Molin e Paola Costantini, 25 e 29 anni, nipote e zia, improvvisamente sparite il pomeriggio del 27 ottobre 1991 dopo aver preso la motonave a Burano per raggiungere Treporti e andare al cinema a Jesolo, non sarebbe collegato al ritrovamento in quanto i resti scoperti apparterrebbero ad un bambino.
Le indagini proseguono.
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