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Straniero aggredisce due poliziotti con un’ascia: spray e taser inefficaci, è stato necessario sparare

Una mail giunta in redazione nella mattinata ci anticipa il fatto. Il messaggio di una nostra lettrice ci informa: “Da questa mattina alle 5 Via Trieste a Padova è bloccata dalla Polizia. Metal detector, repertamento e rilievi da ore…”. E’ purtroppo l’epilogo dell’ennesimo fatto di cronaca che vede protagonista uno straniero violento e irregolare sul […]

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Una mail giunta in redazione nella mattinata ci anticipa il fatto. Il messaggio di una nostra lettrice ci informa: “Da questa mattina alle 5 Via Trieste a Padova è bloccata dalla Polizia. Metal detector, repertamento e rilievi da ore…”. E’ purtroppo l’epilogo dell’ennesimo fatto di cronaca che vede protagonista uno straniero violento e irregolare sul territorio.

L’episodio drammatico e carico di tensione si è consumato questa mattina a Padova, precisamente in via Trieste. Il fatto è avvenuto intorno alle ore 4.00, quando alla Sala Operativa della Questura è giunta una segnalazione per un uomo che brandiva una grossa ascia per strada, in stato di agitazione. Sul posto si sono recate le pattuglie delle Volanti, che per circa 50 minuti hanno cercato di calmare l’uomo e di indurlo a lasciare l’accetta; nel frattempo sono intervenuti anche equipaggi dei Carabinieri e della Polizia locale assieme a un’ambulanza del 118.
Nonostante i ripetuti tentativi delle forze dell’ordine di calmarlo, la situazione è degenerata, portando a uno scontro che si è concluso con uno sparo alle gambe per neutralizzare l’aggressore essendo falliti tutti gli altri metodi.

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La cronaca dei fatti: 50 minuti di terrore

Secondo quanto riportato dalla Questura di Padova, tutto è iniziato intorno alle 4 del mattino, quando la sala operativa della polizia ha ricevuto una chiamata d’emergenza: un uomo in stato di forte agitazione stava brandendo un’ascia in mezzo alla strada. Le pattuglie delle Volanti, immediatamente giunte sul posto, hanno trovato lo straniero, un nigeriano di 32 anni, irregolare sul territorio italiano, visibilmente fuori controllo.

Per ben 50 minuti, gli agenti hanno tentato inutilmente di persuadere l’uomo a deporre l’arma.  Sono stati fatti anche tentativi con spray al peperoncino e taser elettrico per immobilizzarlo. Nessuno di questi strumenti ha sortito l’effetto sperato. La situazione è diventata ancora più critica quando l’uomo, in preda a un improvviso scatto d’ira, ha puntato contro uno dei poliziotti sempre con l’ascia in mano.

L’agente è riuscito a ripararsi dietro l’auto di servizio, ma l’aggressore ha puntato un altro collega, un ispettore delle Volanti. A quel punto, l’ispettore, dopo aver intimato più volte l’alt, ha esploso un colpo di pistola mirato alle gambe per fermare l’attacco.

Arresto per tentato omicidio

L’aggressore è stato subito bloccato e trasportato in ospedale, dove è stato sedato e ricoverato per la ferita alla gamba destra.

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Dai primi accertamenti, l’uomo è risultato essere un 32enne di origine nigeriana, già noto alle forze dell’ordine.

Irregolare sul territorio e con una richiesta di asilo respinta, l’uomo aveva già collezionato diverse denunce per minacce, resistenza e violenza contro pubblico ufficiale. Oltre all’ascia, durante la perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto due coltelli: uno a serramanico e uno di tipo svizzero.

L’accusa nei suoi confronti è gravissima: duplice tentato omicidio. Attualmente l’uomo si trova piantonato in ospedale, in attesa delle ulteriori disposizioni dell’autorità giudiziaria.

Un episodio che accende il dibattito sulla sicurezza

L’aggressione di Padova riapre il dibattito sulla gestione dei soggetti pericolosi e sulla sicurezza delle forze dell’ordine, spesso chiamate a fronteggiare situazioni ad alto rischio con strumenti limitati. Questo episodio, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche, evidenzia ancora una volta la necessità di trovare soluzioni più efficaci per tutelare sia la sicurezza pubblica sia l’incolumità degli agenti impegnati sul campo.

La posizione dell’uomo, con un passato di reati e una posizione irregolare sul territorio italiano, solleva anche interrogativi sul sistema di gestione dei migranti e sull’efficacia delle procedure di espulsione. Nel frattempo, i due agenti coinvolti nell’episodio possono contare sul sostegno delle istituzioni e della comunità, riconoscenti per il loro coraggio e la prontezza dimostrata in una situazione estrema.

Un finale che poteva essere tragico

Nonostante la fortissima tensione, la concitazione e il pericolo, la gestione dell’intervento ha evitato conseguenze fatali per tutte le persone coinvolte. L’utilizzo della pistola, pur inevitabile, è stato mirato a neutralizzare la minaccia senza esiti letali, e questo viene ritenuto un segno di grande professionalità da parte delle forze dell’ordine.

Ora la giustizia farà il suo corso, mentre Padova si interroga sull’ennesimo episodio di violenza che appartiene ad un corollario che ha trasformato la città.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Penso che questi pazzi, violenti, scappati da carceri dell’Africa dove in continuazione ci sono rivolte e colpi di stato, vengono dalle varie ONG portati qui, per la destabilizzazione dell’Italia. Non sono gli agnellini sperduti che ci propinano, ma assassini. Espatri forzato per tutti quelli che hanno fogli di via.

    • i veri agnellini sono quelli descritti come filantropi, tycoon, CEO…
      quelli non sono pazzi, non sono violenti, non scappano dalle carceri dell’Africa e soprattutto non vengono con le varie ONG, ma sono invitati e coccolati dai politici per stabilizzare l’Italia

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