Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Il Venezia incappa in una “serata no” e al Dall’Ara subisce una pesante sconfitta per 3-0 contro un Bologna che si dimostra nettamente superiore sul piano fisico, tecnico e mentale. E la cosa è ancora più grave se si considera che si tratta della quarta caduta consecutiva per gli arancioneroverdi. Un numero che pesa come un macigno e che pone l’allenatore Eusebio Di Francesco seriamente a rischio esonero. L’ombra di un cambio in panchina è sempre più concreta.
Nonostante le difficoltà, il Venezia aveva dato l’impressione di poter competere nei primi minuti della partita. I ragazzi di Di Francesco si sono mostrati aggressivi, cercando di rispondere colpo su colpo alle iniziative dei padroni di casa. Tuttavia, i rossoblù sono stati i primi a rendersi pericolosi con Freuler e Odgaard, mentre il Venezia non è riuscito a concretizzare le proprie azioni offensive, sprecando un’occasione clamorosa con Nicolussi Caviglia al 24’, quando il centrocampista ha calciato alto da posizione favorevole.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
La svolta è arrivata pochi minuti dopo. Haps, in difficoltà per tutta la serata, ha commesso un fallo su Ndoye in area, concedendo un rigore netto. Dal dischetto, lo stesso Ndoye ha spiazzato Stankovic, portando in vantaggio il Bologna e cambiando l’inerzia del match. Da quel momento in poi, il Venezia ha perso fiducia e lucidità, cedendo progressivamente il controllo del gioco.
Di Francesco ha cercato di scuotere la squadra nella ripresa, sostituendo Haps con Ellertsson per arginare le falle difensive. Tuttavia, i problemi del Venezia si sono rivelati ben più profondi. Il Bologna, galvanizzato dal vantaggio, ha continuato a premere, sfiorando il raddoppio con Karlsson e Odgaard. Alla fine, è stato un secondo rigore, concesso per un intervento in ritardo di Idzes su Dallinga e trasformato da Orsolini, a chiudere definitivamente i giochi al 24’.
Non soddisfatti del doppio vantaggio, i felsinei hanno trovato anche il terzo gol pochi minuti dopo, ancora con Ndoye, abile a sfruttare un assist di Orsolini per firmare la sua doppietta personale. Da quel momento in poi, il Venezia è uscito mentalmente e fisicamente dalla partita, incapace di abbozzare una reazione concreta.
VENEZIA FRANTUMATO, TIFOSI IN PROTESTA
La desolazione del Venezia si è riflessa anche sugli spalti. I tifosi arancioneroverdi, accorsi numerosi a Bologna nonostante il difficile momento, hanno ammainato striscioni e bandiere già prima del triplice fischio, abbandonando il settore ospiti in segno di protesta.
E’ la posizione di Di Francesco ad apparire sempre più traballante. Il tecnico, arrivato in estate con grandi aspettative, sembra ormai aver perso la fiducia della squadra e della società. Il presidente del Venezia è atteso nelle prossime ore per un incontro decisivo, in cui dovrà valutare se confermare l’allenatore o optare per un cambio radicale nel tentativo di salvare una stagione sempre più compromessa.
CLASSIFICA DESOLANTE
Con appena 10 punti raccolti in 14 giornate e una difesa che si conferma tra le peggiori della Serie A, il Venezia si trova ora penultimo in classifica, distanziato anche dal Monza. I segnali di ripresa tardano ad arrivare, e le lacune emerse durante la partita di Bologna – sia tecniche che caratteriali – non lasciano presagire nulla di buono in chiave salvezza.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google
“Braccia sottratte all’agricoltura, e vogliono il bosco dello sport. Inizino loro ad andarci a lavorare dalle fondamenta! #PrioritàInvertite #IroniaDellaSorte”