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Kamala e Trump, America alle urne tra tensioni crescenti

Questa sera l’America si avvicina a un voto che ha tutta l’aria di un confronto all’ultimo respiro, in un clima di crescente tensione e timori per possibili disordini e ricorsi legali. A Washington, sono state innalzate nuove recinzioni metalliche e installate barricate attorno alla Casa Bianca, a Capitol Hill e alla residenza della vicepresidente e […]

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Questa sera l’America si avvicina a un voto che ha tutta l’aria di un confronto all’ultimo respiro, in un clima di crescente tensione e timori per possibili disordini e ricorsi legali. A Washington, sono state innalzate nuove recinzioni metalliche e installate barricate attorno alla Casa Bianca, a Capitol Hill e alla residenza della vicepresidente e candidata democratica Kamala Harris. Misure drastiche, che riportano alla mente quelle prese dopo il tragico assalto al Congresso del 6 gennaio, compiuto dai sostenitori di Donald Trump.

Nel frattempo, la Guardia Nazionale è già stata mobilitata in diversi Stati, come Washington e Oregon, dove negli ultimi giorni sono stati incendiati vari contenitori di schede elettorali. Anche in Nevada, Stato decisivo per il risultato, sono state prese misure precauzionali. C’è preoccupazione per una possibile riorganizzazione di gruppi di estrema destra, come i Proud Boys, protagonisti durante l’assalto al Capitol e ancora fedeli al tycoon. C’è inoltre il rischio che Trump dichiari la propria vittoria a prescindere dal conteggio finale, preparandosi a contestare l’esito in tribunale e, forse, anche al Congresso. Si parla già di brogli, accuse che aveva lanciato nel 2020 e che questa volta riecheggiano amplificate dalla piattaforma X di Elon Musk.

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Con oltre 80 milioni di elettori che hanno votato anticipatamente, su una proiezione totale di circa 158 milioni, si tratta di un appuntamento cruciale non solo per eleggere il nuovo presidente, ma anche per rinnovare gran parte del Congresso, determinante per definire i poteri del futuro capo dello Stato. La campagna elettorale si chiude dunque in un clima tesissimo, con una sfida che segnerà un punto di svolta nella storia americana: Harris, infatti, potrebbe diventare la prima presidente donna e di colore, mentre Trump sarebbe il primo presidente dal XIX secolo a tornare in carica dopo aver perso il secondo mandato, e il primo con una condanna penale alle spalle.

In questo scenario di grande incertezza, molti analisti si interrogano sul futuro della democrazia americana, evidenziando i rischi di una svolta autoritaria nel caso di un secondo mandato di Trump.

La corsa rimane apertissima, con i sondaggi nazionali che danno un lieve vantaggio a Harris, ma con scarti minimi negli Stati chiave. Nelle ultime ore di campagna, entrambi i candidati hanno lanciato appelli accorati per guadagnare consensi e convincere gli indecisi. Harris ha concluso i suoi interventi con due comizi in Pennsylvania, uno degli Stati in bilico, affiancata da Lady Gaga e Oprah Winfrey. La sua squadra ha diffuso un messaggio di ottimismo, accusando Trump di aver chiuso la sua campagna “nella rabbia e nell’oscurità”.

Dal canto suo, Trump ha infiammato i suoi sostenitori con discorsi dai toni accesi in Pennsylvania e North Carolina, promettendo dazi più severi sul Messico e insistendo su politiche migratorie drastiche. Tuttavia, nella sua stessa campagna si inizia a percepire qualche dubbio. La campaign manager Susie Wiles, in una e-mail allo staff, ha usato frasi come “se dovessimo vincere” e “se Dio vuole”, lasciando trapelare un’ombra di incertezza. Anche Nikki Haley è intervenuta pubblicamente, invitando gli elettori indecisi a riflettere sul bilancio degli ultimi quattro anni di Biden-Harris.

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In conclusione, l’America attende i risultati di una votazione che promette di essere decisiva non solo per il suo futuro politico, ma anche per il delicato equilibrio della sua democrazia, con l’intero mondo che osserva col fiato sospeso.

Mattia Cagalli
Mattia Cagalli
Tra i fondatori di questo Giornale, di cui è direttore, è giornalista, scrittore e regista cinematografico. E' laureato in Scienze della Comunicazione. mattia_c@lavocedivenezia.it
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