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Il Venezia va in vantaggio ma poi subisce la rimonta dal Verona

Il derby veneto tra Verona e Venezia si è concluso con un’amara sconfitta per gli arancioneroverdi. Una partita combattuta e ricca di colpi di scena, ma segnata da un grave errore del portiere finlandese Joronen, che ha regalato al Verona il gol decisivo. L’incontro è iniziato a ritmi elevati, con il Venezia che, sin dai […]

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Il derby veneto tra Verona e Venezia si è concluso con un’amara sconfitta per gli arancioneroverdi. Una partita combattuta e ricca di colpi di scena, ma segnata da un grave errore del portiere finlandese Joronen, che ha regalato al Verona il gol decisivo.

L’incontro è iniziato a ritmi elevati, con il Venezia che, sin dai primi minuti, ha cercato di imporre il proprio gioco. Al 10° minuto, infatti, la squadra ospite passa in vantaggio grazie a un colpo di testa di Oristanio, su un calcio d’angolo battuto perfettamente da Nicolussi Caviglia. L’errore di marcatura della difesa gialloblù, in particolare del portiere Montipò, permette al pallone di rimbalzare nell’area piccola, lasciando campo libero a Oristanio per depositare in rete.

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Ma la reazione del Verona non si fa attendere. Dopo aver mancato un’occasione clamorosa con Lazovic, l’Hellas riesce a pareggiare al 25° minuto grazie a una splendida azione. Mosquera alza il pallone sopra la difesa avversaria e Tengstedt, con una coordinazione perfetta, lo colpisce al volo superando Joronen. Il gol del pareggio infiamma ulteriormente la gara, con entrambe le squadre che si affrontano a viso aperto, cercando con insistenza la rete del vantaggio.

Il Venezia, nonostante l’equilibrio nel risultato, crea occasioni pericolosissime per riportarsi avanti. Prima Haps spreca un’opportunità incredibile davanti a Montipò, poi Doumbia, su una respinta corta della difesa veronese, spara alto sopra la traversa un pallone che sembrava già destinato alla rete.

Nel secondo tempo, la partita scende leggermente di ritmo, ma il Venezia continua a insidiare la difesa scaligera. Al 55° minuto, Busio sfiora il gol con un destro dal limite dell’area che Montipò respinge con difficoltà. Anche il Verona, però, risponde con determinazione: un colpo di testa di Magnani sugli sviluppi di un corner costringe la difesa del Venezia a salvarsi in extremis.

La svolta decisiva arriva al minuto 75, quando Lazovic, con un calcio d’angolo ben battuto, trova Kastanos sul secondo palo. Il centrocampista cipriota colpisce il pallone che, dopo un tentativo di respinta maldestro di Joronen, finisce in rete. Un errore clamoroso del portiere lagunare che costa caro al Venezia, regalando di fatto la vittoria al Verona.

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Nel finale, il Venezia tenta disperatamente di raddrizzare la partita, ma senza successo. Al triplice fischio, il risultato è 2-1 per il Verona, una sconfitta che pesa enormemente sugli uomini di Eusebio Di Francesco. Il tecnico del Venezia, visibilmente amareggiato nel post-partita, ha sottolineato come l’errore di Joronen sia stato decisivo, ma ha anche evidenziato le troppe leggerezze della sua squadra, che ha permesso al Verona di rientrare in partita e di portare a casa i tre punti.

“Non possiamo prendere gol in questo modo, ci siamo fatti male da soli,” ha dichiarato Di Francesco. “Abbiamo concesso troppi angoli per disimpegni superficiali e, nonostante avessimo creato delle buone occasioni, abbiamo pagato caro un nostro errore. Il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio.”

Il Venezia, che aveva già mostrato segnali di fragilità nelle recenti partite, subisce così la quinta sconfitta in sette gare, lasciando per strada punti preziosi. Il bilancio di questo avvio di campionato è preoccupante: una sola vittoria e un pareggio, troppo poco per una squadra che ambisce a rimanere stabilmente nella parte alta della classifica.

Il Venezia si mangia le mani perché sono punti che pesano quanto macigni, quelli lasciati al Bentegodi. Nella lettura degli ex, cade Eusebio Di Francesco mentre Paolo Zanetti, alla fine, esulta gasatissimo. Poco serve a consolare che il 2-1 gialloblù sia soprattutto causato dal portiere, perché il calcio è fatto da episodi. Importante invece sarà analizzare i dati: il Venezia si fa male da solo, condannandosi a clamorose sconfitte quando invece avrebbe già in mano un risultato positivo.
Sette partite, 5 ko, 1 vittoria e 1 pari. E’ un bilancio che fa male.

Sergio Garaldini
Sergio Garaldini
Da una vita rincorro le notizie. Se succede qualcosa, guardate in giro: ci sono! sergio_g@lavocedivenezia.it
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