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Chi era Giacomo “Jack” Gobbato, il giovane di 26 anni, originario di Jesolo, che è stato ucciso ieri sera in centro a Mestre, mentre cercava di difendere una donna da un tentativo di rapina. Giacomo si trovava lì per partecipare ad serata di musica e aggregazione al centro sociale Rivolta di Marghera. Avrebbe dovuto esibirsi con la sua crew, i Flour Sound, all’apertura del Veneto Blaze 18, invece è morto in seguito alle gravi ferite riportate durante l’aggressione.
Il drammatico evento si è consumato in Corso del Popolo. Giacomo e il suo amico Sebastiano, accorsi in aiuto di una donna vittima di un tentativo di rapina, sono stati aggrediti. Giacomo ha subito diverse coltellate, principalmente all’addome e sul petto, ed è arrivato in condizioni disperate all’ospedale, dove è deceduto poco dopo. Sebastiano, colpito soprattutto ad una gamba, è stato dimesso dopo le cure mediche.
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Scopri come fare
Il presunto aggressore, un uomo di origine moldava di 40 anni senza precedenti penali, è stato fermato poco dopo l’accaduto dalla polizia. Secondo quanto emerso dalle prime indagini, l’uomo stava tentando un’altra rapina nelle vicinanze quando è stato bloccato.
La notizia della morte di Giacomo ha scosso profondamente non solo la sua famiglia, ma anche la comunità locale. Figlio di un imprenditore di Jesolo, Giacomo era diplomato al liceo artistico e lavorava da alcuni anni in uno studio di tatuaggi a Vicenza. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile tra amici e colleghi, che lo ricordano come un giovane generoso e altruista.
Questa mattina, in Prefettura, si è tenuta una riunione d’urgenza a cui hanno partecipato tutte le forze dell’ordine e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. “Questo è il momento del dolore e del cordoglio. Non ci sono parole”, ha dichiarato il primo cittadino al termine dell’incontro.
Il centro sociale Rivolta ha deciso di annullare l’evento musicale in programma, organizzando invece un raduno di commemorazione che ha visto la partecipazione di oltre 300 persone, tra cui i genitori di Giacomo, Sebastiano e il sociologo Gianfranco Bettin. Il raduno si è svolto proprio in Corso del Popolo, vicino al liceo Guggenheim, dove è avvenuto l’omicidio.
In molti hanno ricordato Giacomo per il suo impegno quotidiano nella lotta contro le ingiustizie e le discriminazioni. Un messaggio su Facebook ha sottolineato: “Giacomo è morto perché non ha voltato lo sguardo dall’altra parte. Era un fratello generoso che lottava per un mondo più giusto”.
Sul luogo della tragedia, uno striscione con la scritta “Jack è vivo e lotta insieme a noi. Le nostre idee non moriranno mai” è stato esposto in segno di solidarietà. Nel frattempo, il prefetto di Venezia, Darco Pellos, ha espresso cordoglio per la vittima e apprezzamento per il gesto coraggioso di Giacomo e Sebastiano. “Hanno dimostrato abnegazione e altruismo nel soccorrere una persona in difficoltà”, ha dichiarato, aggiungendo che, secondo le indagini preliminari, si tratterebbe di un episodio isolato.
Tuttavia, il centro sociale Rivolta ha posto l’accento sulla questione della sicurezza a Mestre, una zona che da tempo soffre per la presenza di fenomeni di spaccio di droga. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha definito l’accaduto “di una gravità inaudita” e ha espresso fiducia nel lavoro degli inquirenti, che dovranno fare luce sulla vicenda.
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