Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Svolta sorprendente a Venezia: il celebre leone alato che da secoli sovrasta e vigila su Piazza San Marco potrebbe non essere affatto quello che pensavamo. Il “nostro” leone, che difendiamo con tutto l’orgoglio possibile, potrebbe essere cinese! E noi l’abbiamo pure “copiato” dai cinesi, dato che non sarebbe nemmeno un leone ma un animale che appartiene alla loro mitologia.
Andiamo con ordine. Una recente ricerca dell’Università di Padova svela che la statua, da sempre associata all’arte ellenistica del IV secolo proveniente da Tarso, in Anatolia, potrebbe invece avere origini molto diverse. Stando agli studiosi, l’imponente scultura sarebbe in realtà un’opera cinese, databile tra l’VIII e il IX secolo.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
L’indagine si è concentrata sulla composizione del metallo della statua, in particolare il rame. Le analisi chimiche hanno rilevato tracce che riconducono alla regione del basso Fiume Azzurro, nei pressi di Shanghai. Questo sorprendente dettaglio apre nuove ipotesi su come l’opera sia giunta fino a Venezia. Un documento amministrativo della Serenissima, legato a un restauro dell’opera, potrebbe fornire la chiave per capire se il famoso esploratore Marco Polo o la sua famiglia abbiano avuto un ruolo in questo affascinante scambio culturale.
Ma non è tutto. A rendere ancora più intrigante la scoperta è la nuova interpretazione della statua stessa. Secondo i ricercatori, l’animale raffigurato potrebbe non essere un leone, bensì una creatura mitologica, un guardiano delle tombe, comune nell’iconografia cinese dell’epoca.
Con i suoi 4 metri di lunghezza e un peso di ben 3 tonnellate, è probabile che questa maestosa figura fosse destinata a proteggere il riposo di un personaggio di grande importanza, proprio come oggi sembra vegliare, con la stessa imponenza, su Piazza San Marco.
Una scoperta che ci invita a riflettere e forse riscrivere su una parte della storia di uno dei nostri simboli più amati, e che potrebbe aprire nuove prospettive sugli antichi rapporti tra Oriente e Occidente.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google
Fatemi capire, Marco Polo (proprio lui, eh, non un altro commerciante, ma proprio lui) trova una chimera (perchè quel leone non è un leone, è una chimera) in qualche mercatino di shangai (proprio shangai eh, ammesso che polo ci sia mai passato, proprio shangai), decide di comprarlo e (come dicono a Napoli) se lo porta. Se lo porta in giro per la Cina e L’Europa, per anni, montagne valli e fiumi, un pezzo di metallo che pesa tonnellate e lui è lì, con la borsa della spesa, e tra un ombrello, il souvenir di Pechino e il panino c’è il leone di san marco.
Non è che quella chimera sia stata fatta di materiale che (quello sì) stava in una partita che veniva dall’oriente, no…..no….
Ma che ci sia scritto “made in china” sotto una zampa?
Io capisco che bisogna far scrivere di sè e che, naturalmente, l’inverno sta arrivando. Ormai si vorrebbe un pubblico assuefatto agli “anelli del potere” o quelle stupidaggini lì, ma la cosa è talmente poco credibile che ci si domanda a che servono le università.
Caro Ghino di Tacco,
devo dire che il tuo punto di vista è assolutamente illuminante! Immagino proprio Marco Polo con la sua borsa della spesa, tra un ombrello e un souvenir di Pechino, portarsi dietro un leone di San Marco “made in China”. È una scena che potrebbe tranquillamente far parte di una serie fantasy, magari proprio “Gli Anelli del Potere”!
Scherzi a parte, la tua ironia è davvero pungente e fa riflettere su quanto a volte le storie possano sembrare incredibili. E, tra le altre cose, credo che Marco Polo non sia mai arrivato in Cina. Forse dovremmo tutti prendere un po’ più alla leggera certe teorie e goderci lo spettacolo.
ma se produco un Ferrari in America e Italiana o americana?
Venezia deve essere davvero entusiasta di questa scoperta! Immagino già le riunioni: “Non solo dobbiamo combattere contro i turisti rumorosi, ma ora dobbiamo anche accettare che il nostro amato leone è… cinese?!”. Forse è il momento di rivedere le priorità, no? Magari un po’ di movida non è poi così male rispetto a un leone che ha viaggiato più di Marco Polo!