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La popolazione mondiale calerà, in crescita invece i paesi africani

La popolazione mondiale raggiungerà il suo picco massimo entro la metà del 2080, toccando quota 10,3 miliardi rispetto agli attuali 8,2 miliardi. Successivamente, si prevede un lieve calo, con una popolazione di 10,2 miliardi entro il 2100, un 6% in meno rispetto alle previsioni di dieci anni fa. Questi dati emergono dall’ultimo rapporto biennale delle […]

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La popolazione mondiale raggiungerà il suo picco massimo entro la metà del 2080, toccando quota 10,3 miliardi rispetto agli attuali 8,2 miliardi. Successivamente, si prevede un lieve calo, con una popolazione di 10,2 miliardi entro il 2100, un 6% in meno rispetto alle previsioni di dieci anni fa. Questi dati emergono dall’ultimo rapporto biennale delle Nazioni Unite, “World Population Prospects”. Nel 2022, l’ONU aveva stimato che la popolazione avrebbe raggiunto un picco di 10,4 miliardi nello stesso periodo.
Secondo Li Junhua, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari economici e sociali, “in alcuni paesi, il tasso di natalità è ora persino più basso di quanto previsto in precedenza, e stiamo assistendo a cali leggermente più rapidi in alcune regioni ad alta fertilità”.
Questo picco inferiore e più precoce è visto come un segnale positivo, poiché potrebbe significare una riduzione delle pressioni ambientali grazie a un consumo aggregato inferiore.

Guardando ai cambiamenti demografici, si nota che, in media, le donne hanno oggi un figlio in meno rispetto al 1990. In molti paesi, il tasso di fertilità è sceso sotto il livello di sostituzione di 2,1 figli per donna, necessario per mantenere una popolazione stabile.
Tra i paesi con i tassi di fertilità più bassi troviamo Cina, Corea del Sud, Spagna e Italia, che l’ONU definisce come “ultra-bassi”.
Per quanto riguarda il futuro demografico globale, si prevede che 63 paesi, tra cui Cina, Germania, Giappone e Russia, vedranno una diminuzione della popolazione del 14% nei prossimi 30 anni.
Al contrario, paesi come Niger, Somalia, Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo vedranno una crescita rapida della popolazione, destinata quasi a raddoppiare tra il 2024 e il 2054.
Anche altri 126 paesi, tra cui Stati Uniti, India, Indonesia e Pakistan, raggiungeranno picchi elevati entro la metà del secolo.

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ASPETTATIVA DI VITA E MORTALITA’

L’aspettativa di vita è tornata a crescere nel 2022, raggiungendo 83,3 anni per le donne e 77,9 anni per gli uomini, livelli superiori a quelli del 2020 ma inferiori rispetto al 2019. Durante la pandemia di Covid-19, il divario di genere nell’aspettativa di vita si era ampliato, ma nel 2022 (epoca Covid) si è ridotto notevolmente a 5,4 anni.

IN EUROPA

In Europa, la Spagna ha registrato l’aspettativa di vita media più alta alla nascita nel 2022, con 83,2 anni, mentre la Bulgaria ha avuto la più bassa, con 74,2 anni. Le differenze di aspettativa di vita tra neonati maschi e femmine sono particolarmente ampie nei paesi baltici, come Lettonia, Lituania ed Estonia, e più strette nei Paesi Bassi, in Irlanda e in Svezia.
Nel 2022, l’Unione Europea ha registrato 5,2 milioni di morti, con un aumento del 10,9% rispetto al 2019. Tuttavia, la mortalità è stata minore rispetto al 2021 in molti paesi, tra cui quelli dell’Europa orientale e baltica, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo.
I maggiori cali della mortalità sono stati osservati in Bulgaria, Slovacchia e Romania, mentre in Finlandia si è registrato il maggior aumento.
I tassi di mortalità più alti sono stati riscontrati a Cipro, Malta e Finlandia, mentre i più bassi in Svezia e Romania.

Eurostat ha sottolineato l’impatto delle migrazioni e dell’asilo concesso ai rifugiati ucraini sull’incremento della popolazione europea.
Dal 1960 al gennaio 2024, la popolazione dell’UE è cresciuta di 94,7 milioni, raggiungendo 449,2 milioni. Germania, Francia e Italia rappresentano quasi la metà della popolazione totale dell’UE.
Nonostante l’aumento complessivo della popolazione dell’UE nel 2024, alcuni paesi hanno registrato diminuzioni demografiche. Polonia, Grecia e Ungheria hanno visto le maggiori riduzioni, mentre Spagna, Germania e Francia hanno registrato gli aumenti più significativi.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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