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Venezia è avvolta, come tutto il resto, da una cappa asfissiante di grande caldo che si porta appresso un valore di umidità altissima. E’ facile dunque capire che cosa è passato per la testa del gondoliere che ieri si è buttato in acqua: pensieri comprensibili, tutto sommato. Ma l’idea è andata immediatamente in contrasto con il “buon esempio” che si deve dare: a Venezia i tuffi sono vietati. Ora il gondoliere, che si è tuffato in Canal Grande, sarà sottoposto a commissione di disciplina della categoria. Anche perché, nell’epoca dei social, l’iniziativa non poteva sfuggire ai telefonini che sono sempre pronti a riprendere qualsiasi cosa, così la scena è diventata presto virale.
Il gondoliere è dunque “caduto” in acqua e, evidentemente per scherzare o per prepararsi un alibi, ha finto di essere svenuto “facendo il morto”, mentre un collega provava a capire se era vivo toccandolo con il remo. Tutta la scena è stata ripresa e il video è apparso subito su Facebook, anche se dopo qualche ora è stato rimosso. Troppo tardi, evidentemente, dato che la polizia locale veneziana si era già attivata.
Il gondoliere, che verrà rintracciato sulla base dello stazio che si può riconoscere dalle immagini, sarà sottoposto a commissione di disciplina della categoria e, verosimilmente, sarà costretto a pagare una sanzione.
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Piuttosto che morire una persona sensata rischia le sanzioni. Occorre verificare seriamente che non sia una goliardica e comportarsi coerentemente. Ovviamente non dare risalto alla notizia per evitare l’effetto emulazione
Turista in locazione turistica con maglietta a righe.
Sicuramente
ciò, se gaveva caldo, poareto…