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Non c’è tregua nei nostri mari a causa dell’aumento delle temperature e dell’inquinamento. E’ ormai passato un anno dall’invasione del “Granchio Blu”, vera e propria emergenza, soprattutto tra i produttori di vongole, cozze e ostriche in Italia, con danni di oltre il 50% delle loro produzioni. Nuotatore forte, vorace e veloce, questo granchio distrugge molluschi e pesci anche negli allevamenti.
Sul banco degli imputati il cambiamento climatico, con gli estremi fenomeni che ne conseguono. In Emilia Romagna, a Goro, con l’alluvione l’eccesso di acqua dolce che si è riversato in laguna ha tenuto a bada la proliferazione delle alghe ma non quella del granchio blu, diventato molto aggressivo con un aumento del 2000%. Perché alghe e mucillagine sono l’altra emergenza di questi giorni per il settore pesca.
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Scopri come fare
Tra i pescatori chioggiotti si parla di “fermo pesca”, ma non per motivi biologici, bensì per l’emergenza mucillagine che sta imponendo uno stop all’attività in diverse zone costiere da almeno tre settimane. Il fenomeno della mucillagine, accentuato dall’aumento delle temperature, ha trasformato le acque adriatiche in una colla viscosa di microalghe e altre sostanze, che si attacca agli strumenti di lavoro dei pescatori, rendendo impossibile l’utilizzo delle reti.
Sebbene il fermo pesca sia una decisione volontaria volta a proteggere le risorse ittiche, la mucillagine rappresenta una risposta della natura alla situazione dell’ecosistema marino. Questa sostanza, conosciuta anche come “acqua grossa”, ha un impatto devastante, soffocando piante e animali acquatici, compromettendo irrimediabilmente la loro salute e la biodiversità marina.
Ma i danni non si fermano qui: i pescatori, già alle prese con le difficoltà di un settore in crisi, vedono annullati i frutti del loro lavoro quotidiano. Il pesce catturato in reti intrise di mucillagine è inutilizzabile per il commercio, mentre la pulizia delle reti diventa un’operazione lunga e dispendiosa, che riduce ulteriormente il già magro guadagno di giornata. Per le piccole imbarcazioni, questa situazione è addirittura insostenibile, portando a perdite economiche significative e mettendo a rischio la sussistenza di molte famiglie di pescatori chioggiotti.
Sul fronte politico il problema è continuamente sollecitato dal consigliere regionale Marco Dolfin della Lega. Il consigliere conferma che le mucillagini siano diventate un problema pressante per il settore della pesca nell’Adriatico e nella laguna veneta, con effetti aggravati dal cambiamento climatico che rende ancora più difficile l’uso delle reti tradizionali. È necessario, secondo Dolfin, un impegno serio e coordinato tra le regioni interessate (Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna) per studiare soluzioni efficaci da presentare al Governo, al fine di mitigare gli impatti devastanti su settori vitali come l’enogastronomia e il turismo balneare.
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Mi spiace per il giornalista, ma mucillagine e acqua grossa sono due cose diverse.
Mucillagine è la sostanza di natura organica gelatinosa, appiccicosa simile ad alghe che vediamo in questi giorni nelle acque del Nord Adriatico
Acqua grossa è riferito all’organismo ctenoforo Mnemiopsis leidyi (noce di mare) di natura gelatinosa, fluorescente e senza tentacoli che tanti scambiano per meduse.
Grazie della precisazione