Ore 20 e 30 del 3 giugno: un concerto ospitato dalla Chiesa di San Giuseppe, genitori, parenti e docenti sul sagrato in fervida attesa di assistere a quello che ogni anno il Maestro di Musica, prof. Mauro Martello, fin dal 1999 “crea e illumina” alla Media Manuzio con grande generosità artistica e umana. La sua orchestra lo ama e in quest’occasione ancor di più, perché il professore lascia, va in pensione. Le ragazze e i ragazzi, emozionati e decisi a dare il meglio di sé, eleganti e fieri, ora sono tutti ordinatamente al loro posto, ai piedi dell’altare, stretti ai loro strumenti e lo sguardo vivido e attento. Sì, lo sanno che stanno celebrando un momento importante. Sono tutti vestiti rigorosamente con camicia bianca e gonna o pantaloni neri, nel rispetto della sacralità del luogo, della musica, della qualità di quel saluto che deve essere speciale, perché il professor Mauro Martello, oltre ad essere un musicista appassionato e geniale. . . “la classe non è acqua” ha puntualizzato la preside Concetta Stocco nel dare il benvenuto alle famiglie.
A giudizio della vicepreside Anna Salmistrari, il nostro professore “è un educatore fine, una figura autorevole, sensibile e comunicativa che ha saputo e voluto immedesimarsi con il mondo dei suoi alunni, ad esserci, per loro, con loro. E molto ha valorizzato Salmistrari il significato di una comunità aperta e solidale: un bene insostituibile in grado di rinforzare significativi legami in un periodo della vita, quella dai 12 ai 14 anni, così vulnerabile e apparentemente distante dal mondo dei grandi”. Alle spalle dei ragazzi, il dipinto di San Giuseppe li osserva dalla parete, a fianco un Cristo, di fronte il pubblico numerosissimo e Don Natalino, parroco della Chiesa.
Un grande applauso accoglie il prof. Martello e la sua chitarra e il concerto inizia. A presentare i brani, a precisare le biografie e i periodi storici degli autori, anche questa volta, con grande stile e professionalità, è la docente Josie Tedesco. Prendono così vita le chitarre, i flauti, le pianole, le batterie, i tamburi, i xilofoni, un piccolo violino poetico simile a quello di Charlie Chaplin nel sogno del circo, appare di tanto in tanto e la musica esplode nei cuori delle ragazze e dei ragazzi insieme alla partecipazione commossa di un pubblico infinitamente grato a un insegnante musicista di grande talento e umanità. Un dono, l’averlo incontrato.
Sì la classe non è acqua, ha detto la preside Concetta Stocco e la Scuola Media Manuzio due giorni dopo la conferma e offre il suo Expo con moltissime e interessanti iniziative. Le ragazze e i ragazzi spiegano il significato dei laboratori, le curiosità dell’aula informatica con l’esposizione di lampade e videogiochi. Si inaugura la biblioteca per i ragazzi, arte, maschere e costruzione di macchine fotografiche in cartone, si viaggia tra progetti, avventure ed emozioni. Non manca il torneo di pallavolo e il consueto mercatino della solidarietà rivolto all’Associazione Avapo.
Girando per la scuola, il giardino, i laboratori, si avverte una sensazione di libertà, si comprende che tutto è stato possibile fare e costruire, grazie alla professionalità ‘alta’ e generosa dei docenti che hanno saputo coinvolgere e motivare i loro ragazzi in un lavoro comune e condiviso. Una squadra, una bella squadra, che infonde speranza nel domani. Al pianoterra, ecco l’Aula del benessere, un percorso sensoriale che ha valorizzato l’incontro con alcune persone ipovedenti: si cammina su sacchi contenenti carta, plastica, si toccano tende, strisce di raso, di corda, si avvertono suoni, la stanza offre a chi ha problemi di vista (e non solo) un modo di vedere attraverso i sensi, i rumori, gli odori.
Una felice meraviglia conforta nel constatare che quegli stessi ragazzini che talvolta sono impulsivi, che ci sembrano disattenti e nel loro mondo, sanno mostrare il loro volto migliore, se l’occasione è maturata nel modo giusto, nel segno della conoscenza, del rispetto e nella considerazione di tutti e di ognuno.
Andreina Corso
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google