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Nelle ore del maltempo, annunciato e poi arrivato, immagini drammatiche hanno cominciato ad apparire nei TG. Tre ragazzi si stringevano abbracciandosi stretti, impauriti, al centro di un fiume che si stava ingrossando per la piena ad ogni secondo di più. Il fiume era il Natisone che in pochi minuti è diventato travolgente proprio mentre i ragazzi, secondo quanto appreso, si trovavano sul posto per fare fotografie.
Due le cose certe oggi: ad un certo punto le immagini mostrano impietosamente che vengono portati via dalla corrente e i fatto che venerdì sera, quando rientrano gli elicotteri che li hanno cercati per tutto il pomeriggio, i tre ragazzi sono ancora ufficialmente dispersi.
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Patrizia Cormos, 21 anni, nata a Colleferro (Roma) e residente a Campoformido (Udine); Bianca Doros, rumena di 23 anni e un ragazzo di 25 anni di origine rumena e residente a Udine erano scesi poco dopo le 13 di ieri in una isoletta di ghiaia del corso d’acqua che solca Premariacco. Un pomeriggio spensierato nelle intenzioni, probabilmente non conoscendo gli allerta per il maltempo che venivano lanciati da ore.
La situazione precipita nell’arco di pochi minuti e per loro diventa impossibile tornare a riva. Hanno chiamato il 112 per chiedere aiuto con il cellulare mentre le loro urla disperate venivano udite dai passanti. Intanto scorrevano i secondi e il fiume ingrossava sempre di più. I tre ragazzi si sono stretti in un abbraccio per cercare una forza di gruppo, per cercare di creare più resistenza alla corrente. Invece era il preludio della fine.
I vigili del fuoco sono arrivati dal ponte che si affaccia alla zona. Utilizzando un’autogru, hanno tentato di lanciare delle corde ma a causa della corrente troppo forte nessuno è riuscito a prendere le funi. I tre dopo pochi istanti sono stati trascinati via dalla corrente sotto gli occhi dei soccorritori e di alcuni passanti. Le ricerche dei dispersi con gli elicotteri sono state interrotte a tarda sera e riprenderanno questa mattina. Alle prime luci dell’alba riprenderanno le ricerche con i droni e con l’elicottero del Reparto volo del comando di Venezia e si spera in un miracolo.
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Le “fake news” vanno combattute sempre e con ogni mezzo, ma non è questo il caso… purtroppo
Si difende a spada tratta la lotta alle “fake news” e poi mi trovo a leggere su un giornale che le ricerche sono state interrotte e riprenderanno alla mattina e in un altro che sono continuate tutta la notte!