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Sanzioni contro l’Iran dopo l’attacco, ma se Israele risponde “Utilizzeremo arma mai usata prima”

Il governo degli Stati Uniti ha annunciato l’imposizione di nuove sanzioni contro l’Iran in risposta al recente attacco diretto contro Israele. La notizia è stata diffusa dal consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan. In seguito all’aggressione senza precedenti da parte dell’Iran contro Israele, il presidente Biden ha coordinato con gli alleati e i […]

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Il governo degli Stati Uniti ha annunciato l’imposizione di nuove sanzioni contro l’Iran in risposta al recente attacco diretto contro Israele. La notizia è stata diffusa dal consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan.
In seguito all’aggressione senza precedenti da parte dell’Iran contro Israele, il presidente Biden ha coordinato con gli alleati e i partner del G7 l’applicazione di queste nuove misure, come dichiarato nella nota di Sullivan. Le sanzioni mireranno soprattutto al programma missilistico e di droni, nonché alle entità che sostengono il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e il ministero della Difesa iraniano.
Gli Stati Uniti, inoltre, si impegneranno a potenziare ulteriormente la difesa aerea e missilistica in tutto il Medio Oriente attraverso il Dipartimento della Difesa e il Comando Centrale. L’intento è quello di impedire futuri attacchi e di proteggere la regione da instabilità ulteriori.

La mossa, tuttavia, non si sa se riuscirà ad arginare la voglia di reagire di Israele, ma se ci sarà una risposta all’attacco di sabato scorso, l’Iran è pronto ad usare “un’arma mai utilizzata prima”. Teheran minaccia, dunque, in attesa del contrattacco dello Stato ebraico. “I sionisti farebbero meglio a comportarsi razionalmente, perché se dovessero intraprendere un’azione militare contro Teheran siamo pronti a usare un’arma che non abbiamo mai usato prima”, ha dichiarato il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano Abolfazl Amouei. “L’attacco dell’Iran volto a punire l’aggressore Israele ha avuto successo e ora annunciamo con decisione che qualsiasi mossa di ritorsione contro l’Iran riceverà una risposta orribile, diffusa e dolorosa”, ha insistito anche il presidente iraniano Ebrahim Raisi.

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Israele risponde con il premier, la cui posizione sulla risposta a Teheran è nota: “c’è l’Iran dietro Hamas, dietro Hezbollah, dietro gli altri, ma siamo determinati a vincere a Gaza e a difenderci in tutte le altre arene”.

Intanto si moltiplicano gli sforzi della comunità internazionale per rassicurare Israele. In questa chiave va letto l’annuncio Usa di nuove sanzioni contro il regime degli ayatollah, che lo Stato ebraico negli anni passati ha più volte, invano, sollecitato.

L’obiettivo è di calare sul tavolo ogni carta possibile pur di impedire che la reazione israeliana porti ad un’escalation del conflitto. Ma Israele per ora resta sulle sue posizioni: la risposta ci sarà e sarà calibrata “nel luogo e nel momento” adatti, perché l’Iran non può “passarla liscia”.

“Non possiamo restare fermi davanti a questo tipo di aggressione, Teheran non ne uscirà impunemente”, ha confermato il portavoce militare Daniel Hagari. Il gabinetto di guerra israeliano si è riunito anche oggi – la terza volta in tre giorni – per esaminare la situazione. Benny Gantz, che ne fa parte, pur convinto della necessità di replicare all’Iran, ha ribadito che la reazione non può prescindere dal “coordinamento con gli Usa”, che hanno fatto la parte del leone nell’ombrello protettivo che ha affiancato Israele nel neutralizzare il 99% dei droni e dei missili lanciati sabato notte dall’Iran.

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A frenare la ritorsione è anche la necessità di non mettere in pericolo i Paesi arabi della regione, come è stato assicurato a Egitto, Giordania e agli Stati del Golfo. Non a caso il ministro degli Esteri di Amman Ayman Safadi ha ammonito che la Giordania “non accetterà che si renda il Paese un ulteriore terreno di guerra”.

Balzaimo redattore
Balzaimo redattore
Giornalista professionista, pubblica con questo pseudonimo su La Voce di Venezia. redazione@lavocedivenezia.it
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